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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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irò PROGRAMMI

menomo cenno di Giove, a cui guarderà fissamenteper intenderne sul momento il volere. L* espressio-ne di Giove sarà la più dolce e la più tranquillache possa mai vedersi. Giunone mostrerà di deli-ziarsi, strìngendosi, quasi con improvviso soprassaltodel cuore, a Giove per seco partecipare il piacereche le viene dal canto d’Apollo ed approvare lascelta dei divertimenti. Starà nello stesso tempoattentissima coll’occhio e coll’orecchio ad Apollo.Minerva starà pure attentissima a questo dio, signi-ficando nel volto una profouda e dolcissima coni*mozione dell’ animo, e con una mano facendo segnodi straordinaria ammirazione. Apollo sarà pieno dientusiasmo beasi ma di quello che nasce dai piùintimi sentimenti del cuore anzi che dalla riscal-data fantasia. Però l’attitudine e )’ espressione dilui sarà franca ed ardita, ma senza troppo grandealterazione di moti. Avrà egli il capo cinto di raggi.Le nuvole su cui starà Giove sedendo saranno d’uncolor vago e dorato. Più sotto sembrerà che si sciol-gano in una fresca rugiada , simbolo della divinabeneficenza : e in quella rugiada cadente compariràl’iride, simbolo della pace. Sarà tanto più inge-gnosa quest’ iride , se io grazia della posizione diApollo sembrerà che nasca dalla refrazione de’raggiche partono dal capo di lui. L’aquila starà ai piedidi Giove, ma senza i fulmini. Sederà sopra lo scet-tro di quello in atto d’addormentarsi vinta dallamelodia del canto, appunto in quel modo che Pin-daro la dipigne.

.Al grato suono,

Assisa su lo scettro, a poco a pocoL’aquila ì lumi chiude e abbassa 1* ale ;

£ del placido sonno che la ingombra ,

Alto il dorso incurvando, altrui dà segno.

Quando lo spazio e il partito il comporti, si po-trel)l>e arricchir la composizione , collocando vicinoa Mercurio e ad Apollo le tre Grazie, le quali so-gliono esser loro compagne e le quali indicano ilraddolcimento de’coslumi prodotto dalle scienze edalle arti. In tal caso le Grazie sederebbono ab-bracciandosi e scorciando vagamente, in atto d* at-tendere esse pure al canto d’Apollo. In tutta que-sta composizione dominerà la più grande soavità cdarmonia di movimenti e d’ espressione, la più dolcecalma dell’aria e la più dolce serenità del cieloche far si possa.

Nella descrizione dei presenti soggetti si e discesoa* varj particolari non già per dar legge al pittorema per dirìgere e fecondare l’immaginazione di lui.

SOGGETTI

DA FINGERSI A BASSO RILIEVO NELLE SOPRAPPORTE

DELLA STANZA DSL GIOVE.

L’ORIGINE DELLE BELLE ARTI.

La poesia epica e linea.

Due puttini formano un trofeo d’ allori, di scet-tri, d’armi guerriere e simili. Un picciol genio alatoe coronato di lauro contempla il trofeo e dà fiato adu:ia (romita. Un altro gonio parimente alato, con una

fiamma di fuoco sopra il capo c con espressione pienad’ entusiasmo , canta accompagnandosi con la lira.

La poesia drammatica.

Picciol fauno ignudo, calzato di socchi, con man-tello corto sulle spalle e grande maschera barlettae rìdente sul viso , sta in atto di declamare dal-l’alto d’una pietra. Un altro più abbasso lo con-templa ridendo. Intanto un altro fauno sedendo sulsuolo con viso affettatamente severo si calza un pajodi coturni e guarda un lungo manto , una coronaregia ed un pugnale che un quarto fauno piagnen-te gli presenta.

La musita.

Piccioli fauni che suonan d’accordo cembali, nac-chere e simili antichi e semplici stromenti. Un altroche ascolta mostrando di sentirne straordinario pia-cere. Un altro che seduto sta con molta attenzionecomponendo iusieme le canne d’ una siringa.

La danza.

Picciol fauno seduto che suona un flauto. Altricoronati di fiorì che tengonsi per mano e saltano acadenza.

L* architettura.

Due puttini, uno de’quali depone una cestellatra le foglie d’una pianta d’acanti; e l’altro lacopre con un tegolo o mattone , obbligando a pie-garsi alquanto sotto al peso di questo le foglie dql-1’ acanto, in modo che tutto insieme accenni rozza-mente la forma d* un capitello corintio. Picciol ge-nio alato che contempla quest’oggetto o scolpiscein un sasso un vero capitello corintio, con meravi-glia d’un altro puttino che lo sta osservando.

La scultura e la pittura.

Puttino morto sul suolo ; ed altro che vi piagnesopra. Picciol genio alato che contempla il mortoe con uno stile ne dclinea il contorno del viso sullasuperficie d’una pietra ; mentre un altro genio pa-rimente con uno stile ne forma il rilievo sovra unpezzo di rozza creta.

Si potrà accrescere il numero delle figure in pro-porzione del soggetto rispettivo, a giudizio del pittore,

SOGGETTI

Per le quattro piccole medaglie della stanza

del Giove.

GLI EFFETTI DELLE BELLE ARTI.

Gli antichi sotto il vocabolo di musica compren-devano tutte le belle arti : e con queste credevanoche si ammansassero i cuori umani e si ringenti-lissero i costumi ; il che rappresentarono ingegno-samente con molte favole.

1. Anfione che al suono della cetra chiama lopietre ad edificar le mura di Tebe.

2 . Arione accollo e portalo dai delfini in attodi sonar la cetra.

3. Orfeo che suona la lira in mezzo alle fiereche lo ascoltano.

4- Chirone centauro che ammaestra il fanciulloAchille al suono della lira.