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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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E GIUDIZI LETTERARI.

alili. Il secondo è pii» connesso , più eguale , piùunoj ma l’ordine delle idee è difeltuoso. Si ve-dono prima cadere le penne che il corpo d* Icaro,ciò che è contro la ragione de’ pesi e de’ volumi.Nel settimo verso vi è un vizio notabile di costru-zione. Quell’ inerme si riferisce per il senso al pesomenzionato nell’ottavo verso, cioè ad Icaroj lad-dove la ragion grammaticale vi conduce a riferirloa cielo pur quivi menzionato. Bellissimo per l’espres-sione imitativa è il terzo verso della prima terziua.Il sonetto sopra la moglie di Putifarre è anche piùperfetto drgli altri due. Ma il quarto sopra il rattodi Proscrpina ottiene tutti i numeri per la facilitae la sonorità dei versi , per la varietà e la veritàdelle immagini, per la nobiltà dell* espressioni, perla connessione e per il progresso naturale delle ideeecc. ecc. La prima terziua è impagabile per l’evi-denza, per la grazia e per l’alletto che vi domina.La seconda poi dà colla più grande naturalezza tuttala integrità possibile alla composizione e fa correrela fantasia per un’ampiezza di senso, d’immagine ed’affetto che anche terminando vi tiene tuttaviaattenti e sospesi : la qual cosa o è un raggiugnereil sublime o almeno uno accostan ti assai.

Tutti gli altri componimenti del Cassiani sono omediocri o peggio ; di modo che se egli non si fa-cesse conoscere a qualche maniere di stile sparsequa e là, si crederebbe che fossero opere di tutl’al-tra mano.

VII.

LETTERA

INTORNO AL LIBRO INTITOLATOI PREGIUDIZI DELLE UMANE LETTERE.

GIUSEPPE PARINI

ALL* AB. PIER-DOMENICO SORESI.

Voi mi comandaste a questi giorni addietro eh’ioleggessi il libro del padre maestro Alessandro Ban-diera , intitolato / pregiudizj delle umane lettere, eche dappoi ve ne diressi quel ch’io ne sento. Perverità lo aver voi confidato di troppo nella debo-lezza del mio giudizio non mi debite scusar perverun conto dall* ubbidirvi} nè il nome nella let-teraria repubblica chiarissimo di quello scrittore miha a ratlener putito dal palesarvi liberamente ilmio parere sull’ opera di lui. Io vi protesto peròche il solo amor della verità fammi por mano allapenna } c che , dove il mio giudizio singolarmenteirrugionevol sembrasse , voglio che sia soggetto alparer de’ più c meglio intendenti uomini che l’operaleggeranno del p. Bandiera, lo ho vedute moltoprima d’ora tre altre onorevoli fatiche di questoautore. Due le ho scorse leggermente perentro, sic-come colui che necessità di leggerle non avea ; cioèi due volgarizzamenti, l’uno delle vite di CornelioNcpote e l’altro delie orazioni di Cicerone. Essemi parvero senza dubbio opere utilissime agli stu-diosi } perocché quivi il traduttore ha coli assai

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diligenza conservate le bellezze dell’originale e con-venevolmente espressa la forza e l’energia del la-tino linguaggio. Io oso dire che la traduzion diCornelio è assai buona e quella di Cicerone è in-dubitatamente la migliore di quante perimmo a quiue sieno state fatte nella nostra lingua } se noi nonne vogliamo eccettuare alcune orazioni traslatate damesser Cornelio Frangipane , dal Bonfadio e dalTagliazucchi, uomo da non lasciarsi dopo alcun al-tro. Ei non si vuol negar però che anche miglioritraduzioni non se nc possano fare in avvenire : ilche di leggieri mi concederà il medesimo p. Ban-diera , principalmente iutorno a ciò che riguardaalla purità dello scrivere italiano e allo sfuggimentodelle affettazioni. La terz’ opera , eh’ io vidi del p.Bandiera è quella ch’egli con un nome , per dircosì , procelloso e sesquipedale ha chiamata II ge-rotricamerone . Le larghe promesse del frontispiziomi allettarono ad aprirne il libro ridendo : nè pri-ma cominciai a leggerlo che stomacommi l’affetta-tissima e storta imitazion del Boccaccio , in mezzoa rancide voci cd a grammaticali errori che faceanloro un non disconvcnevol corteggio. Per la qualcosa io fui costretto di chiuderlo bentosto j se noneli’ io diedi puranco un* occhiala alle proposte delfrontispizio , compatendo que* valorosi ingegni cheson di sè medesimi così soverchiamente invaghiti.Io ho voluto premetter le cose dette sinora , permostrarvi che il nome dell’autore dell’opera de*Pregiudizi non * s * sconosciuto ed oscuro che nonsia potuto giugnere a’miei orecchi lontani dal boi-lor più grande delle letterarie faccende. Ora ioverrò sponeudovi l’opinion mia intorno al libro chevoi m’avete comandato d’esaminare, cioè Pre-giudizi delle umane lettere. Non ragionerò io puntode’pregi di quest’opera: consistono essi special-mente nelle cose ebe ci si dicono intorno alla ma-niera dell’ insegnare , le quali nel vero e sode echiare e molto utili sono. Ci si conosce per entro

10 spirito del p. Bandiera , il qual mostra che de-siderosissimo sia del pubblico bene, lo m’atterròsoltanto a parte di que’ difetti eh’ io ho potuto ri-levar leggendo secondo l’ottusità dell’ intellettomio : e comechè io sappia che questi ancora sa-ranno ottimamente scoperti da voi, che intenden-tissimo siete e delle bellezze della nostra lingua as-siduo vagheggiatore , ad ogui modo io nc toccheròqualche cosa per soddisfare almeno in parte all’ob-bligo che vi tengo, in grazia del vostro comando.

11 principul difetto , al qual si posson ridur tuttigli altri che mi son venuti scoperti in quest’operac così in tutte le altre del p. Bandiera , si è latroppa estimazione iu che c’ mostra di tener sèmedesimo; il che apertamente si comprende e daititoli delle opere sue e dal restante di esse : ncsolamente dal decider eh’ e* fa troppo liberamentesulle opere degli uomini grandi , ma eziandio dalpropor sè medesimo per esemplare altrui. Le qualidue cose quanto debbano esser lontane dalla pennad’un uom savio, siccome egli è, ognun sci vedeclic fior di conoscimento abbia della modestia clicusar si vuole scrivendo. Ma quauto in ispecic debbauo