Buch 
Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
Seite
193
JPEG-Download
 

E GIUDIZI

cosa la peggiora e la guasta, in quella vece vie piùarrogante chiamar si dee: onde anche per questaparie da riprender sarchile il p. Bandiera, il qualecolai sopruso facendo al p. Segneri , non pur mi-gliorato non lo ha ma renduto in iscamhio peggiorein quel lato eh* e* lo prese ad emendare.

Non per altro die* egli sé aver tolto ad ammen-dare il Segneri che per mostrar come i* dettato dilui expor si possa in toscana lingua che fu propriade* migliori scrittori .* convien dunque che nellamiglior toscana lingua il Segneri non ahhia scritto.E siccome il miglior toscano consiste nelle frasi enelle voci de’ migliori scrittori , così bisogna chequelle frasi e quelle voci poste in uso dal Segneridi genere cosi fatto non sicno. Or veggiamone con

10 sperimento la venia. Sentile caso terribile einorridite : dice, per esempio, il Segneri ; corregge

11 Bandiera : ahi tristo e spaventevole caso ! Perverità che , se noi parliam di linguaggio , son disi buon toscano le voci della prima maniera, quan-to quelle dell’altra: che se dello stile, ed eccocientrare in ciò che è fuor di proposito, perche nullaha che far colla lingua. Ma procediamo più avanti:invaghitosi di una certa fanciulla, dice il Segneri ;e *1 Bandiera: in amore accesosi d* una fanciulla.Invaghirsi non significa egli nobilmente e con piùbrevità lo innamorarsi? non è egli maniera frequen-tissimameute adoperata presso il Boccaccio ? Or per-chè sostituirvi quell’altro più affettato modo di dire:in amore accesosi d’una fanciulla ? Vediam dipeggio : scrive il p. Segneri nell’ esordio della pri-ma predica: Un funestissimo annunzio son qui arecarvi , o miei riveriti uditori j e vi confesso chenon senza una estrema difficultà mi ci sono addot-to. Ma cosi rifa il Bandiera : Un funesto e feroannunzio sono io questa mane quassù asceso adarrecarvi, riveriti ascoltatori j ma non senza adat-tissima renitenza mi vi sono condotto. Ponghiamda banda ogni altra cosa, eh* ei qui non migliorapunto, e solo attenghiamoci a un marrone ch’eglici appicca. Dice il Segneri : son qui j e ci fa cor-risponder quel mi ci sono addotto, cioè qui, inquesto luogo. Ora il Bandiera in iscamhio ci ponri , che per lo contrario quivi significa od in quelluogo. Io mi sare’ riso di questa gentil correzione,se veduto non avessi eh’ ei tien carissima questaparticella j perocché nel decorso del suo libro usur-pa tuttavia per essa quel luogo ch’ai ci suo fra-tello giuridicamente s’apparterrebbe. Ma che accadech’io m’abusi e della pazienza e dell’avvedutezzavostra , tutte quelle parti riandando eh’ egli ci harendute peggiori o per lo manco non miglioraleassolutamente? Io tengo per fermo che qualunqueuom discreto legga quc’due capi, non potrà fardinon maravigliarsi, veggendo a quanto tristo giudi-zio abbia portato quello scrittore una troppo smo-derala foja di render le altrui cose migliori. S’ioho a dire il vero però, sembrami che quantunqueil p. Bandiera abbia in molti luoghi del suo librogiudiziosamente distinto tra lo stile e ’l linguaggio,e spezialmente in questo medesimo capitolo terzodella terza parte, dimenticatosene però nell’atto del

Parini, Opere.

LETTERARI Ig3

giudicare, abbia confusa inavvedutamente l’una cosacoll’ altra : imperciocché, siccome appar dalla corre-zion fatta del Segneri, mostra lui aver ciò fatto piùad intendimento di sollevarne lo stile che di renderpiù toscana la lingua j del che si dichiara eziandioapertamente riguardo a ciò che spetta alla diversaesposizion dell’esordio sopraccennato. Che s’egli haavuto mente a ciò , farò in appresso vedere s’ egliabbia conseguito il suo fine, o se anzi all* oppositone sia andato totalmente lontano. Facciam ritornoal caso narrato dal Segneri e diversamente espostodal p. Bandiera. Ma egli è d’uopo ch’io vi ram-memori dapprima ciò che Cicerone lasciò scrittonelle Partizioni intorno a quella parte del nostrodiscorso che chiamasi narrazione : Soave narrazione,die’ egli, è quella che ne fa maravigliare , aspet-tare e a non pensato fn riuscire j quella che ditanto in tanto ne muove gli animi, e colloquj dipersone introduce e doglianze e sdegni e paventi eletizie e cupidità. Ora cotale per lo appunto è l’in-signe narrazione che ’l Segneri fa del caso al mal-vagio cavaliere accaduto. Quivi ne fa maravigliaregli alla prima e paventare a un tempo con quel:Sentite caso terribile e inorridite, con oratoria si-curezza pronunziato dall’alto: aspettar ne fa il ma-lato introdotto colla prontezza eh’ ei dimostra allepersuasioni del frate ; la quale noi speriamo doverloa pentimento condurre e che poi con esito inopi-nato riesce a cosi tristo fine. Opportuni, veri e na-turali sono i colloquj tra l’infermo e *1 religioso,che mctton sott* occhi la cosa e maravigliosamenteservono a muover gli affetti. Or gioja, or tema, orquerele , or minacce si scorgono in colui che con-forta ; ed empio sdegno e scellerata cupidità final-mente nel moribondo. Questa narrazione è sempli-ce, chiara, evidente; è abbigliata, ma senza inver-nicatura e senza affettazione, tale in somma daservir di modello e da non esser tocca senza risicodi guastarla. Ciò ch’io dico non ha bisogno diprova , che abbastanza è chiaro per sé medesimo.Il sol p. Bandiera non n’ è contento, anzi, creden-dosi di raffinarla, l’ha voluta toccare in molte partie principalmente in quelle ov’essa è, per così dir,più fragile e più dilicata. Toglie egli nel bel prin-cipio il : Sentite caso terribile e inorridite. La qualfigura non è da dir quanto conduca al fin dell’ora-tore , cioè di richiamar 1* attenzion degli uditori ,come ad un importantissimo punto, e di spaventarei peccatori che indugiano , i quali col terrore sivoglion vincere e gli sbigottimenti, non già conteneri e compassionevoli affetti. Ma il correttore ,nulla badando alla forza delle parole e che animatesi debbono anche supporre dalla voce e dalla aziondell’ oratore , le cungia in quel freddissimo : Ahitristo e spaventevole caso! Il che in quel luogostarebbe assai meglio in bocca d’una dolente fem-minella che con una cotal fievole e soltil bocina illasciasse scappar tra l’un labbro e l’altro, che aduno evangelico banditore che con profetica energiadal pulpito fulmini e tuoni. Ridicoloso eziandio siè il posponimento che e* fa de’ verbi in quel luogoove il Segneri narra l’enlrar del medico nella stanza