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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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de’ principi delle belle lettere.

che amano o che seguono gli studj delle belle let-tere ; anzi per lo contrario giova essa mirabilmentea dirigere il nostro spirito per bene operare inquelle o per ben giudicarne. Imperciocché, facen-done essa comprendere e sentire la semplicità el'unità del sistema della natura rispetto allo scopoed alla intenzione di tutte le belle arti, viene perconseguenza a farci con più chiarezza e con piùfona rìspìendcr nello intelletto la realtà, la inalte-rabilità e l’estensione delie leggi di quella ancherelativamente a tutte le opere dell' eloquenza edella poesia.

Ma conciossiaché prima d' ogni altra cosa sia ne-cessario d’esser convinti della realtà di queste leggie di questi principj per esser mossi potentementea seguitarli nelle nostre opere o nei nostri giudizj,perciò è da vedere quale sia il cammino mostratoagli uomini dalla stessa natura nello inventare enel procedere che hanno fatto nelle belle arti efinalmente nel formarsi un tipo di perfezione a cuitendere nella carriera di quelle. Iu simil guisa ,presentandoci brevemente la storia delle idee e delleoperazioni degli uomini intorno alle belle arti, ve-dremo emerger luminosi i fondamentali principjdelle medesime e ci convinceremo della necessitàdi condurci a seconda di essi in tutte le opere del-l’arte , che noi siamo per conoscere o per intra-prendere.

Capo III.

De* principj fondamentali.

ARTICOLO I.

Dell* origine e de* progressi delle idee e delle ope-razioni degli uomini intorno all* eloquenza , allapoesia ed alle altre belle arti.

L instinto naturale, i bisogni, gli affetti dell'ani-mo, l*osservazione e l'imitazione sono le cose che,operando ora separate, ora congiunte , hatmo datofra gli uomini orìgine alle belle arti. L'uomo ènaturalmente inclinato al canto ed al ballo , comesi vede dall’esempio delle nazioni selvagge, cosiantiche come moderne; quindi l'origine prima dellamusica, della danza, della versificazione, consideratecome disposizioni naturali. L'uomo in certi luoghie in certe occasioni ha avuto bisogno di fabbricarsida se medesimo il ricovero; ed ecco l'orìgine del-l’ architettura, considerata come arte meccanica.L’uomo stesso, massimamente prima dell’iuvcnzionedella scrittura, ba avuto bisogno d'indicare a'suoisimili distanti o di spazio o di tempo delle coseimportanti, ed egli lo ha fatto per via d'immagiuirappresentative degli oggetti all'organo della vista;ed ecco la prima origine della dipintura e dellascultura , considerate come suggerimenti della ne-cessità. L'uomo per fine è stato commosso da sen-timenti e da affetti straordinarj ch'egli era spintonaturalmente a comunicare a’suoi simili per mezzodel gesto e della parola con quella medesima forza

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con cui egli li provava ; ed ecco l* origine dellaeloquenza, siasi sciolta, sia legata ne) verso, consi-derate come uno sfogo e come una espressione dellanatura.

Fin qui noi vedemmo bensì la prima orìginedelle belle arti ma non già le arti stesse. Imperoc-ché essendo l’arte un complesso di principj e diregole conosciute e determinate onde facilmente esicuramente operare in un dato genere di cose ,questo complesso di principj e di regole non si puòriconoscere in ciò che é mero instinto e movimentodella natura o primo e' mero impulso della neces-sità. La cognizione de’ principj e lo stabilimentodelle regole onde ciascun’ arte resulta , nasce daireplicati lentamenli e dalle replicate osservazioniebe gli uomini fanno sopra degli oggetti a cui ap-plicano la loro premura e la loro attenzione: equesta é la vìa per cui si formano le arti. Ma laserie di tali tentamenti ed osservazioni suol esseretanto piu intensa e premurosa, quanto i motivi diquella sono più possenti per qualità o per numero.

L’uomo é sempre dalla natura sospinto a procu-rarsi ciò che gli é necessario ed é dalla medesimainvitato a cercar quello che egli apprende soltantocome dilettevole. Anzi siccome nel conseguimentodi ciò che gli é utile o necessario prova egli unsentimento gradevole, così riesce dilettevole per luiil rappresentarsi l’idea dì questo conseguimento.

Quindi é che nelle fabbriche le quali per meranecessità si formarono gli uomini non bastò lorol’avervi introdotta la solidità e la convenevole for-ma e distribuzione che servir dovevano alla difesaed al comodo loro ; ma vollero di poi anche nel-l'esterno dell'edifizio stesso render sensibile all'oc-chio de'riguardanti questa solidità e questa distri-buzione e queste forme interiori, acciocché gli ospitianche prima d’entrarvi s'assicurassero di dovervistare e bene e sicuramente ; e così venisse loro adestarsi anticipatamente la piacevole idea della fu-tura comodità e sicurezza. E siccome nella molti-plicazione delle capanne e case e degli edifizj chegli uomini di mano in mano audarono facendo s’av-videro che alcune forme le quali dalla costruzioneo da qualche accidente resultavano nelle fabbrichestesse, dilettavano anche l'occhio di chi le riguar-dava, però si determinarono d'introdurvele a lvellaposta, acciocché l’albergatore non solo vi stesse si-curo, non solo vi stesse comodo ma vi stesse ancheper questo mezzo piacevolmente. In tal modo que-st'arte del fabbricare, di mera arte meccanica chein prima era , salì successivamente perfezionandosiad essere eccellentissima fra le lil>eralì e le belle arti.

In simile guisa gli uomini stessi, dopo aver tro-vate le varie lingue per la necessità di comunicarsii loro pensieri e i loro sentimenti, vennero posciacoll* uso di queste osservando che la pronunciazionedi varj suoni onde i vocaboli di quelle lingue eranocostituiti, siccome talvolta dispiaceva, cosi talvoltarecava diletto agli orecchi degli ascoltanti. Perciòavidi di congiugnere all’utile delle lor lingue ancheil diletto del pronunciarle e dello ascoltarle, si po-sero a farvi sopra delle osservazioni sia nel suono