DE' P RI N C IP J
DELLE BELLE LETTERE
PARTI DUE.
DE’ PRINCIPI FONDAMENTALI E GENERALI DELLE MEDESIME
APPLICATI
ALLE BELLE ARTI
PARTE PRIMA.
Capo Primo.
Dello studio delle belle lettere.
Lj studio delle belle lettere non è altro che lostudio de* principi, delle regole, degli esempi e dellaerudizione che servono a renderci abili a intendere,a gustare, a comporre quelle opere dell’ ingegno lequali sono destinate a giovar dilettando l’animoumano per mezzo della parola non solo colla bel-lezza delle loro parti ma singolarmente colla bel-lezza del loro tutto.
La bellezza di questo genere di opere consistenella presentazione di varj oggetti gradevoli per sémedesimi e talmente scelti, composti ed ordinatiche formino un oggetto solo notabilmente gradevoleed interessante : nel che si rassomigliano tutte quan-te le opere delle belle arti.
Anche le opere dell’ingegno che non sono spe-cialmente destinate a dilettare ma che per proprioloro fine si dirìgono alla utilità ed a* comuni usidella vita sono più o meno capaci di questa bel-lezza ; e gli uomini , ebe di natura loro tendonosempre alla volta della perfezione e al loro maggiorbene possìbile , amano dì vedere anche in questecongiunto all’utile il dilettevole, come nelle altreamano di veder congiunto l’utile al dilettevole stesso.
Per questa ragione non solamente le opere chesi chiamano dell’eloquenza e della poesia ma quelleancora d’ogni altra specie vanno comprese sotto algenere delle belle lettere, in quanto che sono ca-paci della sopraccennata bellezza.
Vastissima e delicata è la presente materia dellebelle lettere per le molle spezie diverse dì compo-nimenti ebe si comprendono in essa, per la molli-plicita delle regole comuni e rispettive e per laquantità e la sottigliezza delle osservazioni ebe ri-sguardano la materia stessa e le particolari speziede’ componimenti e le circostanze diverse della loroapplicazione.
Ma siccome le regole sane e genuine fissate epromulgate dagli eccellenti maestri e così le giusteed utili osservazioni fatte sopra i varj generi deldire hanno tutte per naturale e necessario fonda-mento i principi generali, cosi giova prima d’ognialtra cosa aver conoscenza di questi.
Capo IL
De* principj generali in genere.
I principj generali delle belle lettere sono certenozioni e massime risultanti dalla osservazione lequali, riconosciute comunemente e perpetuamenteper vere e per utili, servono come di punti deter-minati, da’quali si può con sicurezza partirsi perben giudicare e per bene operare in materia dibelle lettere.
Questi prìncipi 5 * chiamano generali, perchè siapplicano egualmente e servono di norma ad ognigenere dello scrivere, oltre che si applicano e ser-vono di norma alle altre arti $ le quali sebbeneper diversi mezzi e con diversi strumenti , nondi-meno tendono tutte allo stesso scopo che le bellelettere; e le quali perciò, non meno che l’oratoriae la poesia , hanno il titolo di belle arti.
Gli scrittori che furono prima del presente secolotrattarono nelle varie occasioni di questi principigenerali come se fossero proprj unicamente di quel-l’arte o di quel genere particolare sopra cui essiscrivevano , benché talvolta mostrassero d’avvedersiche anche delle altre arti entrassero nella comu-nione de’medesimi principj. Ma poiché gli uomininaturalmente operando salgono di mano in inanocolla loro mente dalle idee particolari alle generali,così è avvenuto che massimamente nel presente se-colo varj autori hanno sentito con maggior forzala comunanza che ci è de’ medesimi principi gene-rali tra tutte le belle arti; e considerandoli cometali, si sono accinti a trattarne chi più e chi menocompiutamente.
Con un tal metodo si viene a congiugnere in untutto più semplice , più ordinato e più facilmentee largamente applicabile la dottrina eccellente, chefra le opere degli antichi maestri si trova sparsa-mente divisa e ripetuta, così intorno all’ eloquenzaed alia poesia , come intorno alle altre belle arti.Per mezzo di questa dottrina così congiunta e ri-chiamata a pochi generali principi , può ciascunoche segue o che ama alcuna delle belle urli avereuna cognizione bastevole de’fondamenti e delle ra-gioni sopra le quali sono costituite tutte le altre.Nè una simile cognizione può dirsi inutile a coloro