Buch 
Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
Seite
218
JPEG-Download
 

DE PRINCÌPI

’2l8

economia da serbarsi in ogni composizione , ondecon essa ottenere il più sicuro, il più presto , ilpiù grande, il più durevole effetto possibile. Primadi tutto si cercò di togliere dalla composizione diun’opera lutto ciò che potesse direttamente cagio-nare un sentimento in qualsivoglia modo penosonell’anima, e poscia d’introdurvi, colla convenevolescelta e disposizione degli oggetti , tutto ciò chegiovar potesse al buono effetto , sia generale , siaparticolare, inteso dall’arte. Per amendue questi finifu riconosciuta utilissima la proporzionata divisionedelle composizioni dell’ arte stessa in parti di quan-tità. Con un tal mezzo si toglieva la confusione, laquale o impedisce o ritarda l’effetto desiderato ecagiona un ingrato sentimento. Nello stesso temposi davano all’anima de’momenti di pausa, ondenon potesse agevolmente cadere nella stanchezza enella noja : per questo mezzo ancora si ottenevache l'anima stessa dopo qualche riposo tornasse conmaggiore alacrità alla contemplazione dell’oggetto erinnovasse in certo modo anche il piacere della no-vità e fosse ognora ben preparata a ricevere le im-pressioni della composizione totale dell’arte. Que-ste sono le ragioni per cui le belle arti non menoche per altre tutte proprie di ciascheduna di lorodivisero in parti di quantità le loro opere, secondoche l’ampiezza o la lunghezza di queste richiede-va. Perciò l’architetto divise in membri il corsodelle forme componenti il suo edilizio; il dipintoredivise in campi, in gruppi ed in masse le figure egli altri oggetti della sua tavola ; il musico in partile serie de’suoi suoni; il versificatore in istrofe, inistanze e simili i suoi metri; il poeta in libri-, incanti, in atti i suoi poemi; l'oratore il suo discor-so in parti; e lo scrittore finalmente d’ogni generedivise le sue opere in libri, in capi, in articoli esimili altre parti diversamente denominate.

Ma queste parti di quantità, nella quale è distin-guibile al senso ed alla mente il tutto che vieriprodotto dall’arte, siccome servono a preparare al-l’anima qualche momento di riposo ed anche adintrodurre nella composizione maggiore varietà, cosipure concorrono a formare la buona armonia deltutto. Quindi è che le dette parti debbono egual-mente che quelle di qualità esser proporzionate nellarispettiva loro grandezza alla grandezza del tuttoche deve risultare da esse, e perciò debhon ancheavere una convenevole proporzione fra se.

Acciocché l’anima nostra scorrendo per le partipossa comprendere la bellezza d’ un tutto e sentirnela gradevole impressione , bisognano tre cose : pri-ma , che essa anima provi il sentimento presente,sia per la presenza della sensazione, sia dell’idea;secondo, che essa si sovvenga del sentimento ante-riore; terzo, che se le prometta un altro consimilein seguito. A questo modo gli oggetti e le parlicomponenti un tutto vengono ad adoperare simul-taneamente e quasi momentaneamente sopra del-l’anima, quali per la rimembranza, quali per lapresenza, quali per la prevenzione: e così l’animava girando come per un circolo , incontrando con-tinua varietà che la diletta per parli , e continua

eguaglianza e conformità che collegando e compo-nendo le parti la diletta col tutto. Se l’oggettoche opera sopra di lei colla sua presenza e spro-porzionatamente diverso da quello che operò dianzi,ne avvengono due cose: la prima si è che cessa inquel momento ogni rimembranza dell’anteriore;l’altra si è che essa non se ne promette altro si-mile e dello stesso genere in se'guito ; onde avvieneche sempre la impressione presente costituisce ocomincia da se sola un nuovo tutto.

La industria dell’arte adunque consiste nel farsì che l’anima richiami anzi che distruggere laimpressione antecedente e che se ne prometta unasìmile in seguito; di modo che la impressione del-l’oggetto speciale, che opera colla sua presenza,dominando sopra le impressioni minori che fannola rimembranza dell’ anteriore e la speranza diquello che ha da seguire, viene a formarsi unaimpressione totale sempre varia e sempre una. Intal guisa l’architetto con una colonna d’un datoordine del suo edifizio e con una data dimensionedi spazio mi fa una impressione presente , mi ri-membra un’altra simile, e con amendue me ne fasperare una terza ; e cosi mi conduce intorno altempio, intorno al teatro, intorno al palagio, ope-rando sempre per varie parti e per varj oggetticoll’oggetto totale. In egual modo lo scrittore cheha scelto quello stile che è più adatto alla materiadel suo discorso , mentre ci fa una grata impres-sione col passo che noi leggiamo , presentandocisentenze , affetti , immagini e parole convenienti atal genere dello scrivere, ce ne fa un’altra rimem-brandoci co’simili i simili antecedenti : e finalmentece ne fa una terza, dandoci luogo a sperare altret-tanto; e cosi variando di continuo, compone sempretutte le parti in uno ed opera perpetuamente collamole del suo tutto. In ciò consiste quella bellissi-ma qualità dello stile tanto raccomandata dai mae-stri sull’esempio de’grandi scrittori, cioè l’egua-glianza.

Che se 1’ architetto e lo scrittore o qualsivogliaaltro operatore in una delle belle arti non istudia-no la proporzione degli oggetti e delle parti , sioppongono a tutto ciò che dicemmo sopra , e perconseguenza non ottengono il fine dell’ arte. Se ilpoeta nel rorso del suo componimento mi ha datoluogo a sperare delte idee, delle immagini e dellefirme grandi e magnifiche del dire, e poi mi cadenel basso , io non so più quel che io mi creda dilui. Ecco ehc le parti sole mi fanno piacere dis-giuntamente l’ima dall’altra; eccomi deluso di ciòche mi era promesso, ecco rotti que’fili di rela-zione che legarono il lutto, ed ecco perduta la in-tenzione cd il inerito dell’ arte, il quale era di ec-citare in me una più forte commozione con unaquantità di oggetti composti in un oggetto totale.Questo è ciò che segue quanto alla sproporzionenelle parti di qualità. Che se poi lo stesso poetami trattiene troppo più lungamente che non biso-gna alla grandezza del tutto sopra un oggetto par-ticolare , in tal caso la troppo continuata serie diuna spezie di cose fa che si dilegui dalla mia mente