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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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DF.LLE BELLE LETTERE.

natura insieme e secondo il fine dell’arte; c inquesto caso pure lia ella riguardo ai tempi, ai luo-ghi, alle condizioni e agli altri simili accidenti cheaccompagnano gli oggetti medesimi.

Bene spesso finalmente l’arte introduce nella suaopera l'artista medesimo a figurare in compagniadegli altri oggetti e suppone in esso artista varjstati, var} caratteri e varie condizioni di esso pro-prie per natura o al medesimo attribuite per co-stume o per opinione. Perciò l’arte ancora ad essole attribuisce; e l’artista in simil caso, diveuuloegli pure uno degli oggetti presentali dall’arte , oassume le dette cose, o in se medesimo le imita ,regolandosi sul principio del quale presentementetrattiamo.

In queste osservazioni generali sopra il principiodella convenevolezza ei lusinghiamo d'aver breve-mente compresi presso che i casi tutti ne’quali sipuò applicare. Chiunque voglia con attenzione tcuor

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dietro alle cose che qui delle si tono può assaicon facilita comprendere come nelle opere dell* in-gegno si osservi questo principio o come si pecchicontro di esso. Altronde citi legge o contempla glieccellenti esempi delle varie arti non potrà a menodi non vedere le cose bellissime che in quelli sitrovano, massimamente resultanti dall’osservanza diquesto principio, come anche talora qualche difettoproveniente dall'inosservanza del medesimo. La let-tura poi che per amore di erudirci nella bella let-teratura e nelle arti andremo facendo delle operede’critici più giudiziosi cosi antichi, come moderni,c’illuminerà vie meglio sopra la retta applicazionetanto di questo principio , quanto degli altri suiquali si è finora da noi ragionato. Orazio, profondoe delicato legislatore non della sola poesia ma, al-l’occasione di questa, anche di tutte le altre bellearti, siccome negli altri principj, così ci ammaestraanche in questo nel decorso della sua Poetica.

DE* PRINCIPJ PARTICOLARI

DELLE BELLE LETTERE.

PARTE SECONDA.

Capo Primo.

.1 corso delle precedenti lezioni, le quali hannoservito a stabilire i principj fondamentali comuni atutte le belle arti, ci siamo a nostra possa studiatidi ricavar dalla natura e dalla dottriua de’ buonimaestri le ragioni e le norme che generalmente con-dur ci debbono a bene operare nelle dette arti.Trovate le ragioni , stabiliti i principj e fissate lenorme generali colle quali le belte arti intrapren-dono l’opera e tendono direttamente al loro fine ,altro non si richiede che una proporzionata atten-zione dello spirito per applicar le dette cose a cia-scun soggetto che prenda a trattarsi dall’arte: enoi osiamo lusingarci che chi voglia di propositopor mente a quanto si è da noi detto non potrà ameno di non farne una giusta applicazione alle spe-ciali materie, e facendola non potrà a meno di noncondursi bene, sia nell’opera propria, sia nel giu-dizio delle opere altrui.

Posti i principj generali delle belle arti, è debitodel nostro instituto di trattare de’principi partico-lari delle belle lettere dentro que*limiti che da noisi sono assegnati a questa facoltà nella definizioneche data ne abbiamo sul principio delle presentilezioni.

Ma siccome le opere che appartengono alle liellelettere non si producono se non per mezzo dellaparola e spezialmente in quella lingua nobile chee propria e naturale degli autori che attendono aquesto genere di studj, così, riserhandoci di di« hia-rare con un ampio trattato 1’ arte del dire risguar-do alle sentenze , ai sentimenti, alia locuzione cdallo stile, è necessario che diamo ora iu breve unaconvenevole idea della parola c delle liugue iu

genere e che scendiamo dipoi a parlare della for-mazione, della propagazione della natura c dell’usodella nostra lingua italiana. Siccome poi è necessa-rio di ben sapere e di ben applicare questa linguaper produrre nelle belle lettere opere che degnesieno della comune c costante approvazione, e sic-come per ben apprendere questa lingua e 1’uso diessa convien leggere abitualmente gli eccellenti scrit-tori che 1’hanno adoperata e perfezionata e nobili-tata ; cosi di questi verremo poscia parlando, dan-done quel giudizio che la buona critica suggerisce,massimamente per risguardo al buon uso della me-desima lingua italiana.

Capo II.

Della parola e delle lingue in genere.

L i parola, come ognuno sa, considerata fisicamen-te , non è altro che il suono della umana voce intale e in tale altra guisa modificato, nel quale ilfilosofo più cose osserva che riguardano la mecca-nica degli organi del corpo umano destinati a for-marlo ed a variarlo cosi maravigliosameutc , e piùaltre che riguardano la natura del suono medesi-mo e che serialmente all'arte della musica si ri-feriscono. Ma la parola metafisicamente e moral-mente considerata b il segno che gli uomini hannodestinato di comune loro placito a rappresentarsireciprocamente allo spirito i concetti dell’animo diciascuno.

Può adunque la parola considerarsi nello studiodelle belle lettere e come suono e come segno. Difatti l’arte del dire la considera così sotto all'uno,come sotto all’altro aspetto. Nondimeno è assai più