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tutto estinto; il gusto dell’eleganza venne sempre più deca-dendo; e l’esattezza delle scienze, e Tamenità delle belle let-tere furono in una fatale notte sepolte, e appena nel vastomare di molti secoli si viddero comparire un Fozio, due Psel-li, un Eustazio, e pochissimi altri, che superarono l’universa-le naufragio. Tale in breve è l’aspetto della letteratura pres-so i greci e presso i romani, tale insomma è lo stato dell’antica letteratura .
CAPITOLO VII.
DELLA LETTERATURA ECCLESIASTICA.el decadimento dell’antica letteratura la religione cristia- origine dei-
v la letteratura
na ne fece sorgere un nuovo ramo, non prima conosciuto ne ecclesiaitica -da’ greci, nè da’ latini, ma che ottenne poscia presso i me-desimi la maggiore celebrità. La religion gentilesca non eragiunta a formare una scienza, che occupasse Io studio e lek speculazioni degli uomini letterati. 1 filosofi la natura deglidii contemplavano, come i nostri metafisici intorno^a Dio edagli spiriti fanno nella pneumatologia, e nella teologia natu-rale i loro ragionamenti. Le gesta degli dii, e la storia del-le loro prodezze si abbandonavano a’ poeti, da’ quali si èpresa la mitologia, che di non leggiero sussidio ha servito a’nostri poeti, e che aperto ha sì glorioso campo all’erudite ri-cerche degli antiquarj. Ma una teologia, una scienza dellareligione, uno studio de’ suoi dogmi e misterj non era cono-sciuto dagli antichi. Anche la religione cristiana s’introdusse,e si sparse da principio pel mezzo della predicazione e de’miracoli ; ma poco stante incominciò a farsi oggetto di que-stioni e di dispute, e quindi ad occupare l’attenzione e Iostudio de’ dotti, ed a formare così una parte della letteratura.