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te le grazie della romana facondia chi ha scritto con tantaeleganza, e con si fino sapore di latinità come il cristianoTullio Lattanzio Firmiano? Estinta fu la romana poesia colsecolo d’Augusto ^ ma venne nel quarto secolo Claudiano, epiù s’accostò al gusto del buon tempo, che fatto non aveva-no i poeti, che l’avevano preceduto. Diofante, la celebre Ip-pazia, Pappo, Teone, ed alcuni altri geometri di quella etàfurono gli ultimi frutti del cadente albero delle matematicheantiche. Donato, Servio, Macrobio, Avieno, Ausonio, Sido-nio, Marziano Capella , Temistio, Libanio, Eunapio, e mol-ti scrittori di storia, di poesia, di grammatica, di erudizio-ne accrebbero la celebrità a quel secolo felice alla religioneed alla letteratura. Noi finiremo di parlare di questo secolocoll’addurre le parole del Muratori sopra il gran Teodo-sio (a). „ Ragion vuole ( dic’egli ), che si ricordi al lettore„ un pregio, che suole accompagnare il regno di que’ monar-„ chi, a’ quali si dà il titolo di grandi , cioè, che a’ suoi tem-„ pi mirabilmente fiorirono le lettere e i letterati non men,, fra i cristiani, che fra i pagani.
Ma il secolo di Teodosio ebbe a soffrire la stessa sorte Principi»
della dscà*
di tutte le altre fortunate epoche , che l’avevano preceduto ^ denza dell’
A ecclesiastica
nè potè per molto tempo tenersi in quel grado di dignità, letteratura •a cui una felice combinazione avealo sollevato . Col finiredel secolo cominciò ancor a languire la sacra letteratura, edopo estinti i gloriosi luminari de’ Crisostomi e degli Ago-stini , si viddero bensì scintillare a quando a quando i Cirilli,i Teodoreti, i Leoni, ma non più si potè godere dell’intie-ro splendore delle sacre lettere. Al principio del sesto secolofiorirono due uomini illustri, Cassiodoro e Boezio, i quali