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Tomo primo
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que’ tempi poteva essere, scelta. Venne in compagnia di Teo-doro un abate Adriano oriundo dairAfrica, e siccome amen-due erano versati nella lingua greca e nella latina , nell’artemetrica, nella musica, neH’astronomia e neU’aritmetica, cosìfra le lezioni de’ sacri libri istillar procurarono a’ loro disce-poli il gusro di quelle lingue e di quelle scienze, che sì uti-li ad ogni buon studio stimavano. Vidersi bentosto frutti diquella scuola in Wilfrido, in Acca, in Aldelmo, ed in altrimen, conosciuti nella repubblica letteraria, ma ugualmentelodati nella storia del celebre Beda. Dov’è da riflettere, chenon so come il Cainbdeno (a) seguito dal Cave voglia cheAldelmo il primo inglese sia stato, che scrivesse in lingua la-tina , e che insegnasse a’ suoi nazionali la maniera di com-porre versi latini, mentre abbiamo da Beda, che prima d’Al-deimo avevano ciò fatto Teodoro ed Adriano . Venne final-mente alla luce il venerabile Beda, degno della universale ve-nerazione, non sol per la religione e santità de’ costumi, maaltresì per la sua dottrina, e singoiar erudizione, che a ra-gion venne riguardata in quel secolo come un vero portento.Pure le dotte opere, le gloriose fatiche, e i lodevoli esempjdi questi britannici maestri non valsero ad impedire, che an-che nelflnghilterra non venissero tosto in decadimento i buo-ni studj , e che quantunque Egberto, Cudberto, ed alcunialtri inferiori di molto al dotto Beda si adoperassero a con-servare nell’isoia qualche ombra di dottrina , che trasmisero alfamoso Alenino, non avesse non pertanto ragione di piange-re il continuatore della storia di Beda sepolti con lui gli stu-dj britannici, ed introdotta alla sua morte l’infingardaggine el’ignoranza. Guglielmo di Malesbury (b) arriva a dire, che

fa) Brit. in Wilt. p. u 6 .Tomo 1,

(b) Lib. ni cit. da Bruck p. 516.

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