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Tomo primo
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Aristotile \ la musica del canto ecclesiastico s’appagava : e cheprogressi potevano fare l’aritmetica, la geometria, e l’astro-nomia senza l’ajuto de’ greci da gran tempo sepolti nell’ob-blio ? La scarsezza di libri, la povertà di maestri, la troppouniversale barbarie, il corrompimento di costumi, e perfinola pace della chiesa non agitata dalle tempeste dell’eresie,tutto contribuiva a tenere l’occidente in un profondo soporee in una cieca ignoranza.

In questo infelice stato trovavasi la letteratura, quando Carl ° Ma -

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Carlo Magno, eccitato ed ajutato dal famoso Alenino, venneì° r t ® ere ? eIlea riscuoterla dal troppo profondo letargo, ed a levarla dallavergognosa abbiezione, a cui la vedeva ridotta. Era Alcuinoun inglese assai dotto, e nelle lingue e nelle scienze moltopiù versato che non fossero i letterati del continente. VenutoCarlo Magno in contezza dell’eccellenza del sapere d’Alcuino,siccome bramoso egli era oltremodo di acquistare le scienze,e di promuoverle nel vasto suo impero , così istantemente a sèchiamò quel grand’uomo, che il più opportuno era certamen-te che aliar vi fosse ad empiere le sue mire. Gli scrittori dique’ tempi si diffondono in eccedenti panegirici della dottrina,di cui si fornì Carlo Magno sotto la disciplina d’Alcuino. Laretorica, la dialettica, l’aritmetica, e principalmente l’astro-nomia furono gli studj , che più occuparono la sua attenzione,e ne’ quali egli ebbe più felice riuscimento’ ma non perquesti tralasciò di coltivare le sacre scienze, e in esse pure ot-tenne gran nome. Per dare però una giusta stima al valoreletterario di Carlo non si dee soltanto por mente a’ testimo-nj degli scrittori, ma d’uopo è altresì di riportarsi a que’ tem-pi , in cui furono scritti. Infatti per quanto vasto fosse l’inge-gno deH’imperadore, che progressi fare poteva ne’ mentovatistudi, mentre in età già avanzata, in mezzo alle cure d’un