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mandare alla posterità; ed a tali versi era ridotto tutto ilsapere degli arabi. Maometto stesso, siccome colui, che nes-suna tintura aveva delle lettere, e che dall’essere coltivatetenievane danno alla sua dottrina , con severo precetto chiuseogni adito allo studio delle scienze , facendo dell’ignoranzade’ suoi seguaci la base, su cui innalzare la stravagante suareligione . Infatti i primi caliti si tennero ben lontani non so-lo dal professare venerazione alle scienze, ma dalla più me-noma apparenza eziandio di volerle tenere in qualche stima.
L’età avvenire piangeranno perpetuamente la irreparabile per-dita del prezioso tesoro della biblioteca d’Alessandria ; e que-sta perdita sarà un immortale monumento della grossolanaignoranza, e del cieco fanatismo del califo Omar, che coman-donne l’incendio con tanto danno della letteratura . I primimusulmani altro libro non conoscevano che l’adorato alcora-no , nè pensavano ad altri studj che a quello di propagarecolla punta della spada l’impero della maomettana religione;la scienza militare era Tunica , che credessero potersi confarecol religioso loro zelo ; le altre arti di gusto tutte eranoguardate con indifferenza , od anzi con disprezzo , tutt’eranoper loro profane. Alì, quarto califo dopo Maometto, fu il pri- caiifi^re-mo che nell’arabico impero desse alcuna accoglienza alle let- lettete>tere; ed all’entrare poco stante per la rinunzia di Hassan suofiglio il supremo comando nella famiglia degli ommiaditi vi-desi finalmente aprirsi l’adito alle scienze, e rompersi que’ripari, che le tenevano per lungo tratto discoste. Moavias,primo califo di quella razza, dilettavasi sommamente dellapoesia e d’ogni sorta di letteratura, nè mai poteva sentirepiacer più dolce che quando trovavasi in mezzo a personeletterate e colte ; e siccome al suo tempo gli arabi molte iso-le usurparono e molte provincie greche, così egli di tali