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Tomo primo
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acquisti seppe per le lettere vantaggiare. Ma questi non era-no che piccioli semi, i quali in gran parte dal fanatismo edalla nativa ferocia de’ musulmani restavano soffocati, senzapoter produrre que’ frutti, che gli zelanti principi desiderava-no. Dilatandosi poi in più e più provincie dell’Asia, dell’A-frica , e dell’Europa l’arabico impero, allo splendore dellearmi la gloria pure delle lettere si cominciò ad accoppiare.Terminata la dinastia degli ommiaditi, e saliti sul trono gliabassidi, le scienze e il buongusto trovarono più fermoappoggio, e più rapidi progressi fecero in tutta la nazione.Il secondo califo degli abassidi Abu Jaafar, più conosciuto sot-to il nome di Almanzor, sommamente si dilettava di lette-ratura .• ed oltre all’essere eccellente nella perizia delle leggi,applicossi molto allo studio della filosofia, e singolarmented’astronomia \ anzi vogliono alcuni , che nel fabbricare ch’eifece su le rive dell’Eufrate la famosa Bagdad, che tanto ce-lebre ha reso il suo nome, seguisse il consiglio de’ suoi favo-riti astronomi. Abulfaragio racconta molte notabili circostan-ze dell’accoglienza, e delle finezze usate da Almanzore ad unmedico cristiano Giorgio Bakhtishua , che d’una incomodaindigestione ed inappetenza felicemente il guarì. Con questaoccasione entrò nell’Arabia lo studio della medicina 5 poichévolle allora Almanzore., che Giorgio, essendo perito della lin-gua siriaca, della greca, e della persiana, arricchisse delletraduzioni di molti libri di medicina la sua nazione. Pochianni dopo Almanzor regnò il califo Aroun Al Raschid, ilquale tanto amore professava a’ letterati, che, secondo il te-stimonio dello storico Elmacin , pellegrinazione non intrapren-deva che cento dotti seco non conducesse. Nè contento d’a-mar egli le lettere, e di altamente quelli proteggere che lecoltivavano, volle altresì lo stesso gusto ispirare a’ suoi sud-

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