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Tomo primo
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diti, ed a tutto il popolo fare parte di quella coltura , chetanto cara eragli divenuta ; ed a questo fine molti greci librifece tradurre nelfarabico idioma e nel siriaco dagli arabiusato. Nuovi ornamenti deve a Raschid la capitale Bagdad,ed una particolare obbligazione professagli l’arabica letteratu-ra per aver egli colà nelPergere alcuni templi unite insiemele scuole ; poiché, come dice il Freind nella Storia della me-dicina , il suo fatto servendo d’esempio a quanti dietro allesue pedate vollero fabbricare de’ templi, vennero di moltissi-me scuole in pochi anni i dominj arabici provveduti, Il primomaestro di quelle scuole fu il celebre Giovanni Ebn Messuadi Damasco, cristiano, nelle greche lettere molto versato.

Ma il vero protettore, e il caro padre delle lettere fu ilfiglio di Raschid, il famoso Almamon; nome, che non verràf^ 0 a t e/ 0 nemai cancellato da’ fasti della letteratura . Questi a ragione si delIe lettere •può chiamare l’Augusto degli arabi , se non che il suo zeloper le lettere fu molto più vivo, più disteso e più univer-sale il suo amore . Augusto amava la poesia , e proteggeva ipoeti, nel che fare poteva avere più parte l’ambizione dellapropria lode, che lo zelo dell’onore delle lettere; ma Alma-moti e poeti, e filosofi, e medici, e matematici protesse, edogni maniera di letteratura si prese' a promuovere, a tuttoegli porrò il più puro ardore, ed applicò i mezzi più accon-ci. In fin dal primo suo viaggio al Korasan , vivente ancorasuo padre , fe’ il suo genio conoscere , volendo a compagni ipiù dotti uomini, che da’ greci , da’ persiani e da’ caldei po-tè radunare. Divenuto egli poi sovrano padrone dell’arabicoimpero fece della capitale Bagdad un vero emporio dellescienze: d’altro là non tratta vasi che di studj, di libri, dilettere; i letterati divenivano i favoriti, i ministri impiegatierano in vantaggio della letteratura , e insomma ceduto sera-