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so gli eruditi per le famose accademie, che dell’eleganti com-posizioni in prosa ed in verso de’ più valenti scrittori conti-nuamente risonavano, e per gli uomini illustri in ogni gene-re di dottrina, che in gran copia Luna e l’altra vantavano !Balkh, Ispahan , e Samarcanda di molte scuole, e di molticollegi sono state ornate, ed a molti famosi scrittori han da-to nascita. Ne solamente nell’Asia respiravasi l’ardore per lescienze, nell’Africa parimente, e in tutte le regioni, che oc-cupate avevano gli arabi, fomentavasi questo zelo. Alessandrianon ebbe minore concorso di studiose persone quando fu si-gnoreggiata da’ saraceni, che vantar potesse al tempo de’Tolommei, e sotto la protezione dell’impero romano, Il viag-giatore Beniamino di Tudela nel suo Itinerario racconta averegli trovate in Alessandria da venti scuole, dove da tutto ilmondo volavano gli amatori della filosofia. Molti collegi distudj, secondo il testimonio di Leone africano, si vedevanoal Cairo, uno de’ quali nel sobborgo Betzuaila era di talealtezza, e di sì ampia vastità, che di capace cittadella potèservire all’esercito de’ ribelli . Che grandiose e magnifichefabbriche $ che savie ed opportune istituzioni a favore dellelettere non ci presenta il medesimo Leone in Fez, ed in Mar-
rocco? Sono ben note agli eruditi europei le due insigni bi-
blioteche di Fez, e di Larace, che tanto hanno arricchite lenostre di preziosi codici, e tante curiose ed utili notizie ci
coltura par- hanno somministrate. Ma dove le scienze degli arabi più
ar c abi are nella fiorirono , dove più spiccò il lume del loro sapere, dove siSpl§ni ‘ fissò, per dire così, il regno della loro letteratura, fu la Spa-gna: Cordova, Granata , Siviglia, e tutte le città cospicue diquella penisola di scuole, di collegi, di accademie, di biblio-teche, e d’ogni sorta di stabilimenti, che le lettere giovarpotessero, erano ampiamente fornite. Famosa era l’accademia