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di Granata, famoso il suo collegio, ch’ebbe a prefetto il mar-ciano Schamseddin , tanto dagli arabi celebrato. Metuahel AlAllah regnante in Granata al secolo xil possedeva una ma-gnifica libreria 5 e vedonsi ancora presentemente nell’Escurialemolti codici ad uso di essa trascritti . Alhaken fondatore dell’.accademia di Cordova, di più di 600 volumi accrebbe la bi-blioteca di quella città. Settanta pubbliche librerie aperte aduso comune si vedevano in varie città della Spagna, quandotutto il resto d’Europa senza libri, senza scienze, senza col-tura era sommerso nella più vergognosa ignoranza . Alì Ba-ker si prese il pensiero di comporre un trattato sopra questesettanta biblioteche pubbliche, che si vedevano nella Spagna,Biblioteche,mentre altrettante non si potevano certamente contare in tut-te quante le nazioni cristiane del mondò tutto. La copia diuomini eccellenti in erudizione e sapere, che produsse agliarabi la Spagna, vasto campo prestò ad eruditi scrittori performare ogni sorta di biblioteche arabo-ispane. Laonde nonsolo ne abbiamo delie generali, le quali abbracciano tuttigli uomini dotti, che in ogni città di Spagna in qualsivogliaramo della letteratura fiorirono; ma ciò che molto più pro-va l’universalità della coltura, molte sono le biblioteche, chea particolari città ristringonsi, moltissime pure una sola clas-se della letteratura prendono per oggetto. Siviglia, Valenza,Cordova, e parecchie altre città prestarono messe abbondantedi scrittori famosi per poterne formare grosse biblioteche; edalcune di quelle città non uno, ma molti libri vantavano sutale argomento. La filosofìa, la medicina, ed ogni parte del-le scienze aveva la sua particolare biblioteca spagnuola. Del-la poesia soltanto se ne potrebbono contar molte ne’ catalo-ghi de’ poeti spagnuoli della raccolta arabo-ispana di AbiBahr Sephuan, dell’arte poetica del cordovese Abulualid, e