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Tomo primo
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dente , d’un trattato Della purità della lingua arabica s d’un al-tro detto La base delle parole dell’arte metrica ., d’un Supplemen-to delle parole trisillabe s d’un poema Della conjugafone de ’ verbicol suo comentatio, d’un altro Del retto metodo di leggere,e di molt’altri, che il numero di quaranta sorpassano. I sin-golari meriti di t Malek e in Ispagna, e negli altri dominjarabici gli acquistarono onori molto distinti. Egli, a giudiziodi tutti gli arabi, si levò al principato de’ grammatici e de’filologi. In un codice dell’Escuriale (a) leggonsi i lusinghierititoli, co’ quali veniva onorato dalle accademie, chiamandoloqueste padrone della lingua arabica, maestro delle buone ar-ti, e con altre appellazioni soprannomandolo non meno glo-riose . E se gran vanto è di Saibuiah , uom nato ed alleva-to in Assiria, l’avere ottenuto il principato dell’accademia diBassora, a quanto onore non tornerà a Malek il vedersi, chenon solo le accademie di Spagna, ma quelle eziandio di Cu-fa e di Bassora, dove appena sembrava che giugnere potessela fama del suo nome , il principato gli accordassero di tuttii grammatici e de’ filologi, padrone il facessero della lorlingua, e cotanto superiore a tutti gli altri lo vantassero ?Un altro vanto non men illustre della dottrina di Malek èEinfinita copia di comentarj, che sopra le sue opere furonofatti. Assiutheo nella sua Biblioteca di quegli scrittori soltantoche sul metodo facile fecero comentarj, forma un assai lungocatalogo. Uno di questi è il granatino Ben Haian, il qualepiù di cinquecento opere filologiche diede alla luce. Ma chetempo ci rimarrà per seguire le altre classi della letteratura,se i nomi solamente riportar vorremo degli autori più chiari,che lasciarono scritti grammaticali? Una riflessione [farò sola-

(a) Bibl. ar. p. 34-