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Tomo primo
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anzi impossibile impresa. Gli eruditi autori della Storia uni-versale al cominciare nel tomo xy la storia di quella nazio-ne, riportando soltanto gli storici arabi , che hanno loro ser-vito per ischiarire le notizie appartenenti alla vita di Mao-metto, dopo averne nominati più di treiìta finiscon col dire:E di molt altri , di cui nojosa cosa sarebbe - il fame semplicementeFenumerafone; venendo poi alla storia de’ calili adduconolunga serie di nomi arabi, tutti ben conosciuti nella storia; eda altri moltissimi meno noti, non però men degni di esser-lo , confessano avere raccolte le molte notizie , di. cui arricchi-re la loro storia. Onde noi per formare qualche idea dellostudio degli arabi in questa parte toccheremo soltanto i ge-neri di scritti, in cui impiegarono le loro fatiche. Al Taba-ri, Abulfeda, Ebn Batrik , ed altri infiniti scrissero storie uni-versali dal principio del mondo fino alla loro età; annali,cronache, storie particolari di regni, di provincie e di cittàse ne vedono infinite, nè v’ha città alcuna delle provinciecolte degli arabi, che non possa vantare parecchie storie. Noiabbiamo vite d’uomini illustri lasciateci dagli storici greci eda’ latini ; ma gli arabi non solo le vite scrissero de’ chiarieroi, ma Ben Zaid di Cordova, ed Abulmonder di Valenzapensarono ad illustrar la memoria de’ cavalli, che per qualcheparticolare circostanza si distinsero; Alasmeo, illustre scrittoredelle arabiche antichità, scrisse la storia de’ cammelli più ri-nomati ; ed altri a più minuti e ristretti argomenti consecraronole lor penne . Una nazione, ch’è andata molto avanti nella1 coltura, non si contenta di trattati e di libri, ma cerca direndere più facile ed agevole l’acquisto delle cognizioni col

' Dizjonarj mezzo de’ dizionarj. I dizionarj potranno forse essere la ro-

storici. .

vina della letteratura; essi certo ne fanno il raffinamento, edi tale raffinamento pieni erano gli arabi pe’ moltissimi di-