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in Ispagna, erano degli arabi, ovvero degli spagnuoli? Co-munemente si dice, che a’ fonti de’saraceni attinse Gerberto lematematiche e le fisiche cognizioni, che riportò dalla Spa-gna*, ma ciò si asserisce senza verun esame, e non so se conbastevole fondamento. I Maurini scrittori della storia letterariadi Francia (a) con uguale franchezza, e senza maggior esamepronunziano al contrario, che Gerberto appena sorti dallaFrancia, avanzandosi soltanto un poco nella Catalogna, senzainoltrarsi di più nella Spagna. A corroborare quest’asserzionede’ Maurini io potrei aggiungere avere osservato, che tutti icorrispondenti ed amici spagnuoli di Gerberto sono catalani,il conte di Barcellona Borei, il vescovo d’Ausona Aitone, l’a-bate Guerin, Bonfilio vescovo di Girona, Lupito barcellone*se, tutti sono soggetti, che potè egli conoscere ^enza usciredalla Catalogna, ciò che in qualche modo potrebbe provarenon essersi Gerberto recato più oltre. Ma questa leggieracongettura, e molto meno la semplice asserzione de’ Mauri-ni , non sembrami valevole a stare a fronte di parccchj autoripiù antichi, che chiaramente ci dicono aver egli frequentatele scuole d’Andaluzia , Ademaro nella sua cronica citata dalPaggi (6) lo presenta studiando in Cordova. Leone orvieta-no (c ), e Tritemio (d) vogliono, che sia stato in Siviglia.Onde non parmi, che sia luogo a chiamare in dubbio, chenon abbia Gerberto oltrepassati i confini della Catalogna perseguire gli studj. Ma non potrà sembrare cosi certo, che sia-si egli sottomesso alla disciplina degli arabi. Ugo di Flavi-gny, il quale al dire di Mabillon (a) meglio d’ogni altroscrisse di Gerberto, narra nella cronica, che l’abate di san
(a) Tom- vi p- <;< 5 o-
(c) Lami Delie, erudit, tom. il.
(e) Ann. Ben. lib. xivl.
{bj Ad ann. 999 .
(dj Ann. Hirsaug. tom. I.