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Della sua perizia nella chimica adduce il Freind moltisaggi, ma particolarmente commenda l’invenzione della pol-ve da fuoco, come maravigliosa nella chimica. Est edam( dice } mirabile in chimia inventum , in quod is inciderà , ars,inquam , pulveris pyrii conficiendi. Il Tlot però nella citatastoria, come si può vedere nel Supplemento al Dizionario delBayle (a) , passa ancor a sospettare, che di tale scoper-ta non possa farsi onore al Bacone per essere stata già an-teriormente conosciuta da’ greci , e pretende, che quantosu questo soggetto scrisse il Bacone, tutto egli abbia presoda un cotale Marco greco scrittore, che un’opera diede al-la luce col titolo di Libro de ’ fuochi , della quale il dottorMead avevane un codice, dove la polvere, e i suoi usi mi-nutamente descrivonsi. Per provare in qualche maniera ilPlot questa sua opinione d’uopo era che facesse almeno ve-dere chi fosse cotesto Marco, ed a che tempi fòsse vissuto.Imperciocché, s’egli fu un qualche greco posteriore a Bacone,malamente vorrassi che abbia potuto servirgli di guida inquesta nuova scoperta . Avesse almeno citate il Plot le gre-che parole del suo Marco, quelle forse ci avrebbono potutoporgere qualche indizio per congetturare il tempo, in cui era-no scritte. Pur nondimeno da quel poco ch’egli riporta par-mi potersi ragionevolmente sospettare, che Bacone non scrisseciò che abbiamo di lui sopra la polvere dietro alla scortadel greco Marco. Io riferirò qui le parole dell’uno e dell’al-tro, che ivi si citano, e queste credo basteranno a far cono-scere , che Bacone non vide il libro di Marco , e che questopotrà fondatamente riputarsi de’ tempi posteriori. Bacone inuna lettera a’ parigini dice così : In omnem dìstandam quarn
Polve dafuoco cono-sciuta da Ba-cone .
(a) Art. jff«con.