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vendo al Meerman cita un diploma di Vormazia del 1077,ed un più antico codice se ne ritrova nella biblioteca bodle-jana del 1049 • H Maffei nel Y Istoria diplomatica (aj non sidiscosta dal sentimento del Montfaucon, ed al medesimo ac-consentono i francesi moderni scrittori del nuovo trattato didiplomatica, facendo derivare tal invenzione dall’ingegno de’greci ; nè io so, che alcun altro vi si opponga, nè più accer-tate notizie abbia porte su tale materia.c Antichità Ma ciò che non incontrasi negli scritti europei cel som-
della carta , .
presso gli a» ministrano
rabi .
do con istiracchiate congetture di poter stabilire presso i gre-ci l’uso della carta nel decimo e nel nono secolo, il dottoe giudizioso Casiri produce monumenti più antichi d’arabi-ci scritti, e ci presenta notizie più accertate e sicure di mol-to maggiore antichità. Già fino dal secolo settimo dell’egi-ra , o sia dal decimoterzo dell’era cristiana, i critici sarace-ni agitavano la questione deH’origine della carta , che primadi questi ultimi secoli non ha occupate le ricerche degli eu-ropei. Moamad Algazelo nativo della Mecca in un’egregiaopera De arabicarum antiquitatum erudìtione 3 dove degli stu-dj, de’ costumi, e delle invenzioni degli arabi ragiona ,dell’uso della carta presso di loro così dice : Anno egiraelxxxviiI quidam Josephus cognomento Amru omnium prìmuschartatn in urbe Meccana invenit, ejusque usum arabibus induxit.Ma Alì Ben Mohamad di Samarcanda , scrittore d’una storiadegli arabi, vuole, che quest’utile ritrovato fosse già molto pri-ma conosciuto nelle parti più orientali dell’Asia, ed introdot-tane in Samarcanda la fabbrica nell’anno xxx dell’egira, edaggiunge; Ante hac chartae usum et artem non ni si in urbe Sa -
gli arabi. Mentre i nostri critici vanno cerca a