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Tomo primo
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carta comune, promise anch’egli un premionel 28 decembre1762 a chi il più antico monumento scoprisse di tale carta.Propone nel suo programma il Meerman tutti gli scoprimen-ti fattisi fin allora 5 ed io li riporterò qui brevemente per

correggere alcuni sbagli, in cui credo sian caduti alcuni uo-mini grandi, e per mettere in vista le piu antiche epoche

ritrovate in altre nazioni, onde venire poi ad altre molto

anteriori della Spagna. Il Meerman dunque cita il Maffei,

che dice tutti i codici da lui veduti in Italia essere poste-riori al 1300, ed il più antico istrumento passatogli per lemani del 1367. Della Spagna scrive Paolo Yagnez de Avi-les essersi incominciato l’uso di quella carta verso la finedel secolo decimoterzo 3 ma ad un falso fondamento s’appog-gia. Riguardo all’Inghilterra, la biblioteca cotoniana contie-ne una nota scritta nel 1342. Nella Germania Bohusl. Bal-bino vide molti codici scritti in carta di lino nel 1340; enell’archivio di Quedliburgo esistono certe lettere feudalidel 1339, quali sono il monumento più 'antico di dettacarta, che nei 175j conoscesse la società di Gottinga. Atutto ciò aggiunge il Meerman aver lui osservato nella bi-blioteca ulsiana un libro Delle api , scritto in Francfort nel1330, ed avere veduta fra’ libri d’Isacco le Long una bibbiatradotta in fiammingo per Jacopo Maerlant del 1322. NellaFrancia il Mabillon non trova stromento più antico della let-teratura di Joinville a Luigi X, il quale regnò nel 13 14; maultimamente il Bulletto (a) dice avere veduta clausola deltestamento d’Ottone IV conte di Borgogna scritta nel 1302.Questi sono tutti i più antichi monumenti, che fino al 1762sapeva il Meerman essersi dagli eruditi europei scoperti 3 on-

(a) Reth. hist. sur les car. à jcuer pag. 25 .