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tica fama di essersi tale ritrovamento dalla Spagna, e singo-larmente dalla Galizia, trasmesso negli altri regni d’Europa.In tanto disparere d’autori entriamo ormai ad assicurare ancornoi agli arabi l’onore di quest’invenzione, e cercare ne’ do-minj arabici della Spagna la prima sua orìgine. Al che fareci converrà attentamente esaminare dove esistano i monumen-ti più antichi di tale carta ; poiché con giusta ragione e buo-na critica là se ne potrà fissare la patria dove maggiore sene ritrovi l’antichità. Molte notizie interessanti su questo og-getto si leggono nel tomo pubblicato nel 1767 col titolo :Gerardi Meerman , et doctorum virorum ad eum epistolae atqueobservation.es de chartae vulgaris seu lìneae origine . Edidtt , etpraefat. instruxit Jacobus Van Vaasen Hagae—Comitum apud Ni-colaum Van Daalen mdcclxviI . L’estrema rarità di questo li-bro non m’ha permesso di consultarlo per me stesso, nonavendolo potuto rinvenire in nissuna delle molte città d’Ita-lia, dove diligentemente l’ho ricercato. ma devo alla
gentilezza di un dotto mio amico spagnuolo don FrancescoBorull un accurato e minuto estratto da lui studiosamentecompilato, e cortesemente mandatomi da Madrid . Da questodunque ricaverò io alcune notizie opportune al mio argo-mento , ed altre aggiungendone del Casiri, del Sarmiento, ed’altri dotti e diligenti scrittori spero di far vedere come da-gli arabi e dalla Spagna si è sparsa per tutta. l’Europa quest’utilissima invenzione
Monumen- Eccitato lo zelo del Meerman dagli esempj datigli daMeerman . Ludewigio nel 1744, e dalla regia Società di Gottinga nel175j offrendo premj a chi determinasse la vera epoca della (*)
(*) L’ho poscia avuto , favoritomi dal signor abate Tiraboschi, il quale nonmolto prima l’aveva ricevuto dall’Olanda. Questo mi darà campo di fare a.luogo a luogo qualche giunta.