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prendono alloggio dove si vedono favorite dalla natura; e làfioriscono le fabbriche ove più opportune materie trovano perle loro fatture. Se dunque la carta di Sativa a tanta perfè-zion fu ridotta, la crederemo noi di cotone, che in que’ pae-si non conoscevasi, e non anzi di lino, che producevasi sì per-fetto? A corroborare quest’opinione giova riflettere alle paro-le di Pietro II da noi sopra osservate, colle quali nel 1338comanda a’ fabbricanti di carta di Valenza e di Sativa, chealfantica forma s’attengano. Ora se noi troveremo, che la car-ta di Sativa fabbricata dopo quest’ordine alla fine del secolodecimoquarto, o al principio del decimoquinto è veramentedi lino , tale ancora dovremo credere fosse stata la preceden-te; e a ragione diremo, che fin da’ tempi antichi la cartadi quelle città era formata di lino, e che quest’era l’anticaforma , a cui dovevano attenersi i fabbricanti. Tale infattice la presenta il Maians in un gran libro di Sativa del prin-cipio del secolo decimoquinto di qualità perfettissima, qualaspettar non potevasi da una fabbrica incominciante. Doveopportunamente osserva il medesimo, che detta carta era giàsegnata colla sua marca, come ora si adopera nelle nostre of-ficine ; ciò che parimente suppone una fabbrica assai avanza-ta. Dalle quali cose credo potersi ragionevolmente didurre,che le antiche fabbriche di Sativa e di Valenza si servisserodel lino per materia della lor carta (f ).
(*) Bello è il vedere divincolarsi il Meerman e il Murray per trovare ri*pieghi da rifiutare gli addotti monumenti, or negando essere di lino, or di-cendo essere di tempi posteriori, or ad altri frivoli sotterfugi appigliandosi persostenere, che non si conosce carta di lino anteriore al secolo xiv; ciò chesembra essere stato l’anticipatp loro sentimento. A questo fine si altera da tut-ti due il passo del Mabiilon facendogli dire Luigi X, e Luigi Huttin , dov’eglialtro non dice che san Luigi, si chiamano di cotone carte, che hanno i mede-simi segni delle altre da loro stessi dette di lino; si mette dubbio su l’antichi-Tomo I. e e