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ni, lodandoci infatti Plinio (a) il lustro e la sottigliezza diquelli di Tarragona: Et Hispania citerior habet spletidorem linipraecipuum torrentis in quo politur natura , qui alluit Tarraco —nem. Et tenuitas mira 3 ibi primum carbasis reperds . Più tardead accettare la nuova carta furono le provincie mediterraneedella Spagna ; ed io porto opinione, che Alfonso il Saggio siastato il primo ad introdurla ne’ regni di Castiglia, e chequesta possa considerarsi come la vera epoca della sua propa-gazione per le provincie europee. L’estremo zelo d’Alfonsoper promuovere la letteratura l’impegnava ardentemente a cer-care ogni mezzo di maggiormente ajutarla, facendo copiare,tradurre, e di nuovo comporre infiniti libri ; e però sembraassai verosimile, che vedendo Alfonso di quanto comodo, edi quanto vantaggio ad iscrivere riuscisse presso gli arabi sìfatta carta, pensasse egli pure ad introdurne la fabbrica pressoi suoi. Infatti il Sarmiento dopo aver detto, che l’anno 1260è memorabile per la lingua spagnuola, avendo in esso ordi-nato il dotto monarca, che quanto v’avea di scritto, o distoria fosse, o di leggi, o di scrittura, o di scienze, tutto nelvolgare idioma si traslatasse, segue a dire „ che a quel me-„ desimo tempo s’introdusse in Ispagna l’uso e la fabbrica del*„ la carta forse pel mezzo degli arabi „. Noi abbiamo di so-pra veduto col testimonio del Terreros rimanere ancora letteredi quel re scritte in carta. Questa al principio non potevariuscire di molta politezza e perfezione; e così appunto ci di-ce il Sarmiento aver lui veduti istrumenti di quel tempo scrit-ti ih carta, ma rozza ancor ed oscura. Il Bayer dando noti-zia al Maians del sopraccitato codice ebraico di carta linea esi-stente nell’Escuriale osserva quello benché più antico degli spa-
(a) Lib. xix, cap, I.