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gnuoli i più antichi di tale materia da lui veduti, tutti dellafine dei regno d’Alfonso, e del principio di quello di Sancio,essere nondimeno di carta molto più polita, più fina, e piùbianca: Tersior nihilomìnm , subacdorque , et longe prue hispani-cis candidior est. Donde avendo egli provato prima che dettocodice era stato scritto in Granata, e però colla carta degliarabi che vi dominavano, a ragione conchiude, che l’uso del-la carta volgare incominciò in Ispagna, inventato dall’inge-gno degli arabi per supplire alla mancanza del cotone * e da-gli arabi poi passò a poco a poco a’ cristiani, i quali nonpoterono da principio darcela sì perfetta , come si vedeva nel-le arabiche officine : Indeque paulatìm ad christiatios derivatimi essequi proinde sub artis. initia rudiores chartas , crassioresque , et sub-nigras , nec cura africanis , aut hispano granatensibm comparan-das nobis exhibuere . In una cosa però non posso acconsen-tire all’opinione di quell’erudito scrittore, cioè nel fissare l’e-poca di tale carta al principio del secolo decimoterzo, dac-ché le ragioni da noi sopra allegate ci fanno credere, che al-meno fin dal principio del duodecimo fosse già incominciatain Sativa, dove alla metà del medesimo veniva celebrata co-me eccellentissima ed impareggiabile. Il Terreros nel luogo,sopraccitato dice, che di due sorti di carta fanno menzionegli antichi strumenti della toletana , e della cebd\ ma qualifossero, le qualità di tali carte, qual differenza passasse tral’una e l’altra, dove si fabbricasse la cebti , ed altre notizie,che in simile materia sarebbono da richiedersi, nè le dice ilTerreros, nè io posso raccorle altronde (**).
(*) Malamente dunque il Meerman , non curando questa giusta riflessionedel Bayer, vuole far credere (pag. i^s), che posteriori al secolo xnl fossequella scrittura, perchè più bella e più bianca n’era la carta.
(**) Trovo che il medesimo dubbio è venuto in mente al Meerman ( p. 7).Ma il Maians (pag. 67 , seg. ) lungamente, e con molta erudizione si fa a pro^