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Tomo primo
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trasportato in altre provincia, ciò proverebbe, che almenofino dalla metà del decimo secolo era già ricevuto nella Spa-gna 3 ma io non trovo bastevole fondamento per dargli sì ri-mota antichità . Gl’inglesi contano certe date anteriori a tut-te le altre finora conosciute nell’Europa 3 una del 1133 reca-ta dal Wallis alla reale Società di Londra nel 1683, trovatain Helmdon nella contea di Northampton 3 altra del 1090trovata in Colchester, e il cui disegno dal Luffkin mandatofu al Wallis 3 altra del 1016 trovata in Widgel-Hall nellacontea di Hertford, e pubblicata da Giovanni Cope nel 17343altra finalmente del 91 j trovata in Worcester, ed annunziatadal medesimo Cope (a). Ma basta vedere soltanto la figuradei pretesi caratteri numerali 3 basta riflettere che tutti si tro-vano sopra un camino, sopra una porta, sopra una finestra3basta osservare come ne parlano que’ medesimi che annun-ziano tali date, per conchiudere, che nessuna autorità averpossono simili monumenti. Infatti il Ward li rifiuta tutti conragioni sì manifeste, che vana ed inutil cosa sarebbe tratte-nerci noi ulteriormente per rigettarle. Il Mabillon occupatonell’esaminare diplomi, i quali h^no sempre conservato l’u-so de’ numeri romani, non si avvenne in monumenti degli ara-bici se non molto recenti 3 poiché confessa (ò) non averneveduto il più antico d’un codice di sant’Agostino, in cui gliappose di sua mano il Petrarca per segnar l’anno 1375. Os-serva il Papebrocbio, che tutti gli scrittori del suo secolo fan-no ascendere la prima epoca delie cifre a 300, o a 400 an-ni indietro. Così Giuseppe Scaligero scrivendo ad Alberto Pi-ghio dice, che dopo d’essere andato in traccia de’più vetustimonumenti non ne aveva potuto rinvenire alcuno che i 3 jo

(.a) Transact- phil. ann. 1735.

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(b) De re dipi. lib. il, c. xxvjiI .