Band 
Tomo primo
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238
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V

tre materie sia stata posteriormente inventata dagli arabi deli’Egitto, dove infatti sappiamo da Plinio (a), che il nitro ingran copia trovavasi : in Aegypto conficitur ( nitrum ) multoabundantius. So quanto poco conto debbasi fare delle conget-ture e delle immaginazioni dove si tratta di fatti ; pure mi focoraggio a proporne una mia su l’invenzione della polverenell’Egitto, recandola però come affatto semplice congettura,senza pretendere di darle forza maggiore. Vuoisi che la pol-vere sia nata dal caso, e che Bertoldo Schwartz, o chiunquesiane l’inventore, lavorando col nitro e col solfo intorno alfuoco, e vedendo d’una fortuita combinazione di quelle ma-terie eifetti sì strepitosi, pensasse a ridurre ad arte ciò che ilcaso avevagli presentato . Or fino da’ tempi del sopraccitatoPnnio gli egiziani mettendo a profitto l’abbondanza del nitro ,di cui avevano eccellenti conserve, come dice il medesimo,lavoravano certi vasi cuocendo ne’ carboni frequentementeil nitro liquefatto col solfo, frequenter liquatum ( nitrum )cum sulphure coquentes in carbonibus. Vedendo noi dunque da-gli allegati documenti, che nell’Egitto, dove si manipolava-no quelle materie, di cui si forma la polvere, si narrano anti-chi fatti dell’uso di questa, non potremo con qualche ragionecongetturare, che quivi appunto il caso, o la scientifica osser-vazione degli arabi ne facesse nascere l’invenzione ? In qua-lunque modo però o riferi^ vogliasi agli arabi la gloria delritrovato, ovvero agl’indiani, od a’ cineéi, certo egli è, chenon sembra potersi contrastare a quelli il merito d’averne co-municata agli europei la prima notizia. Vediamo ormai secon uguale fondamento potremo ripetere da’ medesimi la co-gnizione deila bussola nautica, ossia dell’ago calamitato.