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Tomo primo
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2, S I

ravanti conosciuta, ed or finalmente pubblicata per opera didon Tommaso Sanchez, le leggiere ricerche fatte dal Sarmientoprivatamente soltanto per secondare in qualche modo l’eruditebrame deireminentissimo Silvio Valenti, e la lodevole diligenzadi don Tommaso Sanchez, e di don Francesco Cerdà nell’il-lustrare con note, uno la sopraccitata lettera del marchese diSantillana, e Taltro il canto del Turia di Egidio Polo, hannoprodotte tanto affatto nuove notizie sopra la poesia spagnuo-la, ed hanno fatto rinascere tanti poeti sepolti già nell’obblio »che danno ben a vedere quanti più se ne potrebbero ritrova-re, che assicurassero alla Spagna il vanto d’avere dato la pri-ma l’esempio di coltivarla poesia, se vi fossero degli stu-diosi, che con diligenza e con critica li volessero ricercare.

Ad ogni modo però i primi scritti in prosa ed in poesiavolgare, che conosciamo, sono de’ francesi e degli spagnuoli,e la coltura di queste due nazioni può contare il suo princi-pio dalla sopraddetta epoca della presa.di Toledo.

I francesi avevano da gran tempo a cagione della vici-Uso de’fra».

° J ° cesi cogli a-

nanza e delle vicende delle politiche dominazioni molto rabi e ?. oglicommercio cogli arabi, e cogli spagnuoli. Fin dalla metàdell’ottavo secolo i mori entrarono nella Francia 5 e Munuzprefetto della Catalogna e della Settimania s’unì collo stret-to vincolo del matrimonio a Lampagia figliuola d’Eudoneduca d’Aquitania : coll’escursione di Carlo Magno nella Spa-gna , e colla posteriore invasione d’Abderramen re di Cordo-va fino a Tolosa, e con altre simili occasioni ebbero campoi francesi di venire in cognizione degli arabici studj. Il do-minio , che al principio del nono secolo ebbero i francesi nel-la Spagna, e molto più quello, che dalla fine del nono finoall’undecimo ebbero i re di Navarra nella Gascogna, e i con-ti di Barcellona nel Rossiglione, e in altre provincie dellaTomo I. n n

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