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Francia, sempre maggiormente agevolava a’ francesi l’oppor-tunità d’assaporare le lettere, che nella Spagna gli arabi, edall’esempio loro gli spagnuoli coltivavano ardentemente. Einfatti a questo commercio colla Spagna si potrà riferire ilgenio di poetare, che in quelle provincie di Francia primache nelle altre si fece sentire. Dopo la metà del secolo un-decimo avendo il re Alfonso VI per moglie Costanza france-se, ed essendo egli stesso assai propenso pe’ francesi, invitòmolti signori di quella nazione alla guerra co’ mori ; e dopola conquista di Toledo tanti se ne stabilirono nella Spagna,che, come osserva l’autore della Paleografìa spagnuola , tuttala terra d’Illescas colle adiacenze er^popolata da’ gasconi;nè v’ha città, o castello, o luogo riguardevole in quellecontrade, dove non sia stato qualche quartiere di francesi :molti monaci cluniacensi, dal re chiamati, fondarono un mo-nistero di san Servando presso Toledo, ed a servigio dellachiesa spagnuola furono impiegati. Bernardo arcivescovo diToledo fu dichiarato primate della Spagna e della Gallia go-tica , e come tale tenne in Tolosa un concilio di vescovi fran-cesi: in Ispagna si abbandonò nella liturgia il rito muzara-bo, e s’introdusse in gallicano : s’abolì il carattere gotico, esi sostituì il francese; insomma intima e a varj rami distesafu la comunicazione fra la Francia e la Spagna . Or essen-do rimasti gli arabi in Toledo sotto il dominio de’ cristiani,ed essendovi parimente molti spagnuoli versati negli arabicistudj 5 che tanto fiorivano in quella città, dovevano dal lorocommercio i dominanti spagnuoli ed i francesi ricavare mol-poesiafran.to vantaggio nella letteraria coltura. Allora infatti cominciògnuoia.a farsi riguardare con onore ed istima nelle due nazioni lapoesia. Guglielmo IX conte di Potiers, Bernardo Ventadour,e gli altri provenzali, i primi poeti conosciuti della Fran-