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eia, sono di que’ tempi: i sopraccitati poemi, i romanzi, edi componimenti più antichi rimasti nella Spagna sono pari-mente della fine del secolo undecimo, o del principio delduodecimo, quando poteva conoscersi il frutto del commerciocogli arabi dopo la conquista di Toledo . E il genio di poe-tare , e di scrivere nella lingua nativa, ch’ebbe allora princi-pio , seguitò poi sempre più ad accrescersi nella Francia enella Spagna. Il poema d ' Alessandro s i Voti del Pavone, emolti componimenti del monaco Berceo sono del duodecimosecolo, e del principio del decimoterzo. Allora pure la storiavolle farsi sentire nella lingua comune; e verso la fine dell’undecimo secolo , quando alla chiesa iriense surrogata fu lacompostellana, comparve già una storia spagnuola di quellachiesa, citata dal Morales, dal Sandoval, dal Tomajo , e daaltri parecchi: nè vedo il perchè voglia Niccolò Antonio cre-dere una traduzione la Cronica spagnuola cTAlfonso VI , com-posta al principio del secolo duodecimo, ch’altri danno accen-tatamente per originale di Pietro vescovo di Leon. Gli au- ..Monumen-
L 0 ti spagnuolì
tori della Storia letteraria di Francia citano come scritture ^ r d a d n 0 “f c n 0 ^della lingua francese due traduzioni, una della bi'obia, e l’al- s t ITìì'tra de’ morali di san Gregorio, fatte da Grimaldo monaco di"*"*sant’Emiliano in Ispagna, ed una notizia della presa d’Exea (accaduta nel 1095, e scritta allora da un monaco di Selvamaggiore. Ma come mai l’amore della patria può far trave-dere a tal segno uomini dotti, quali erano realmente il Rivet,ed il Clemencet, autori di quella storia? Grimaldo era mo-naco di sant’Emiliano, monistero della diocesi di Calaorra,assai internato nella Spagna, discepolo di san Domenico diSilos morto nel 1073 5 quando non s’era ancor introdotta inquel regno la folla di monaci cluniacensi, che poscia venne:con quale fondamento dunque vorrassi, che sia stato francese?