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Tomo primo
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ciam così, della lingua volgare. Prima scrivevansi alcuni ver- re dovuto al

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si, facevansi alcune traduzioni, davasi al più qualche storia, nand0 -e s’adoperava solamente la lingua volgare nelle opere r che sivolevano far gustare dai popolo -, ma non compariva negliatti pubblici, nè si faceva sentire ne’ tribunali, nè prendeval’alto tuono della legislazione. Io so, che i francesi citanonella lor lingua Les affiches de Jérusalem, ed alcuni statuti da-ti agl’inglesi da Guglielmo il Conquistatore ; ma oltredichèil parlarsi e scriversi in paesi stranieri non poteva produrrealla lingua notabili progressi, alcune leggi date, diciam così,provvisionalmente non formano un corpo di legislazione, nèun’opera da giovare al ripolimento della lingua. Contendonogli alemanni se le costituzioni moguntine pubblicate nel 123 jsieno o no state scritte in tedesco, come le riporta il Golda-sto negli Statuti imperiali , cavate da un corpo di costituzioniimperiali per ordine di Federigo III, stampato in Venezia 1476:ma il Gruber fa ben vedere, che quelle costituzioni sonoscritte in un dialetto assai posteriore non sol al tempo di Fe- /derigo II, come si vuole da molti, ma a quello di Rodolfo,ed Alberto suo figlio, come sembra propenso a credere lo Schil-ter, e che debbono infatti riputarsi una traduzione modernadolosamente presentata a Federigo III, supponendola come ori-ginale . Se poi Gofredo di Colonia scrittore del medesimo se-colo decimoterzo scrive : Vetera jura stabiliuntur , nova statuun-tur, et teutonico sermone in membrana scrìpta omnibus publican —tur, ciò deve soltanto intendersi, perchè scritte le costituzio-ni in latino si fecero pubblicare in tedesco, come allora s’u-sava fare in tutti gl’istrumenti, negli attestati , ed in ogniatto privato e pubblico, tutti i quali si scrivevano in latino,ma in tedesco (a) leggevansi ad intelligenza di chi n’aveva

(a) Act. Lyps. ad ann. 1738.