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Tomo primo
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interesse. Intanto in Ispagna il santo re Ferdinando, oltre ilFuero, o gli statuti di Burgos scritti in lingua spagnuola, fe-ce tradurre l’antico Fuero ju 7 go , o sia Forum judicium , compi-lato da’ goti, e diede principio nella medesima lingua alleSene partite, finite poi dal suo figliuolo Alfonso ,• corpo com-pleto di legislazione, quale per molto tempo non videsi inverun’altra nazione. San Ferdinando tolse l’imbarazzo del la-tino ne’ reali dispacci, ed introdusse in tutti gli atti privatie pubblici la lingua usuale. Così osserva l’autore della Pa-leografia spagnuola , che sebbene fin dal secolo duodecimo sitrovano varj istrumenti nella lingua galiziana e nella porto-ghese , la maggior parte però erano ancora formati nella la-tina, e fra’ castigliani, che più recentemente si erano liberatidall’arabico dominio, tutti gli atti erano in arabo, o in lati-no , o composti alle volte dall’uno e dall’altro ; ma dopo lametà del secolo decimoterzo si sostituì nelle scritture civili lalingua spagnuola, e quasi può dirsi, che si confinò nell’eccle-siastiche la latina . Così sempre più si ripolì il linguaggio spa-gnuolo, e se ne agevolò l’uso per trattare con copiosa edenergica eleganza ogni materia . Venne finalmente il re Al-fonso suo figliuolo, e dotto com’egli era, e protettor dellelettere, grand’ajuto recò all’onore ed all’ingrandimento delnativo idioma, e lo fece comparire maestoso e grave nellascrittura sacra, nella giurisprudenza, nella filosofia, nella chi-mica, nella storia, e nella poesia. Dice di lui la cronica all’anno 1260, che ogni sorta di scritto fece volgere dal latinoallo spagnuolo linguaggio. Niccolò Antonio parla lungamen-te deile opere quasi infinite di quel gran re $ ma il Sarmen-to ha trovato ancora molto da aggiungere a quanto dicequel dotto autore, e segnatamente al nostro proposito moltivantaggi ei vuole, che sieno derivati a tutta la letteratura