Band 
Tomo primo
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rio gotico dà parimente ragguaglio di molt’altri poemi rimati,e lo Stefanio, ed altri, che parecchie rime in lingua gotica cipresentano. Il Muratori osserva, che l’erudito Hikesio „ Ben-„ chè-scriva nel suo Tesoro, che negli antichissimi versi degli„ anglo-sassoni non si trovano rime, pure nel capo 24 della„ grammatica anglo-sassone reca un saggio di versi da lui„ chiamati semi-saxonici , ne’ quali si trova il similiter cadens„ come nel fine de’ nostri versi „. A tutti son noti i poemirimati in lingua teutonica del monaco Otfrido, tanto citatial parlarsi della volgare poesia. Da’ quali esempj conchiudeil Muratori, che la rima, oltre i ritmi latini, potè introdursialtresì nell’Italia pel mezzo de’ normanni, i quali lungo tem-po dominarono nella Sicilia, e però facilmente ebbero campodi colà recare quest’ornamento della settentrionale poesia*, eil Sarmiento, ed il Sanchez fanno derivare da’ goti la rimane’ versi latini e negli spagnuoli, singolarmente delle pro-vinole più boreali. Ma per quanto sieno rispettabili questiscrittori io non so arrendermi al loro sentimento, nè adot-tare quest’origine gotica della rima. Il signor conte CastoneRezzonico nelle annotazioni (<2) al suo Ragionamento su layolgar poesìa , premesso all’edizione di Parma dell’opere delFrugoni, fa ben al contrario osservare col signor Daiin, chegli scaldi della Norvegia e della Svezia composero in versisaffici senza rima , e che Ei'nar Scowluson, poeta di Swer-ker Rolson re di Svezia, introdusse nel Settentrione la rimaverso l’anno iijo. Io non ho veduto il Dalin, nè posso pe-rò giudicare della validità delle sue ragioni, colle quali fafronte a tant’altri autori, che scrivono diversamente5 ma dirònondimeno , che per quanto usate fossero da’ goti e da’ set-

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(a) Nota 33.