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Tomo primo
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12jo, ma il marchese di Santillana, scrivendo la citata lette-ra verso la metà del secolo decimoquinto, dice in questi nostritempi fiori : non può dunque esser vero, che sia vissuto duesecoli prima j e cade pertanto il testimonio del Beuter e ditutti gli altri, posteriori almeno d’un secolo al marchese diSantillana. Oltre di ciò il Petrarca è di un merito tropposuperiore perchè possiam credere, che mendicasse gli altruiconcetti 5 e al contrario di Giordi dice il marchese, che com-pilo molte buone canzoni antiche : perchè dunque non dire-mo, che Giordi dal Petrarca, anziché questi dal Giordi, tra-ducesse que’ versi ? Alla qual congettura del Sarmiento po-trebbe aggiungersi, che i concetti esposti in que’ versi sonoin realtà più concisi, e ristretti nel Giordi, piu amplificati edistesi nel Petrarca, che ne forma due sonetti.. Io non ardi-sco d’entrare in questa contesa, essendo affatto sfornito d’armiopportune onde poterne sortire con qualche onore : pur non-dimeno trattandosi d’un punto, che sì dappresso appartienealla presente ricerca dell’origine e della derivazione della mo-derna letteratura, mi attenterò ancor io di toccare questa qui-stione, e proporre qualche ragione in risposta a’ due criticimoderni, che l’hanno promossa.

E primieramente, perchè mai dovrà dirsi, che Mossen conùmw-Giorgio di San Giorgio, di cui parla il marchese di Santil- Z ° ne 'lana, sia il medesimo Mossen Giordi, di cui scrivono il Beu-ter, l’Escolano, Àrgote di Molina, e tant’altri? Sarà egli unragionar giusto il dire, che a’ tempi del Santillana fiorivaun Giorgio poeta: dunque non visse al rempo del re Giaco-mo verun Giorgio poeta? Un altro dotto spagnuolo, D. Fran-cesco Cerdà, scrivendo posteriormente alcune erudite note alcanto del Turia, che si legge nel romanzo d’Egidio Polo , in-titolato Diana innamorata , ha rinvergato in detto canto un

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