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Tomo primo
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siane. Ma perchè egli sia stato, secondo l’uso di que’ tempi,troppo comune ancor alle persone erudite, alquanto creduload alcune favolose antichità, dovremo dire però , che sia sta-to un bugiardo fingitore, spacciando poeti, che non eranoinai stati al mondo, producendo componimenti da nessunoveduti, attribuendo a’ suoi valenzani vanti poetici, sì faciliad ismentirsi da chiunque avesse la più mediocre notizia del-la storia letteraria di quell’età? Egli medesimo nel descrivereil modo onde poterono le poesie del Giordi venire alle manidel Petrarca, si mostra assai istruito nelle particolari notiziedella vita e delle opere del Petrarca, e degl’italiani poeti an-teriori ; e lo crederemo poi cotanto ignorante di quelle de’ suoipoeti, che volesse dare un’antichità di tre secoli a’ poeti, chenon ne contavano più d’uno? Più vero, ma non più conclu-dente £ è l’argomento preso dal merito poetico del Petrarca.Non aveva mestieri il Petrarca di mendicare i concetti altrui ;ma ciò non toglie, ch’ei non li mettesse a profitto quandogli si presentava l’opportunità: ciò non toglie, che piena lamente del Petrarca di versi e di pensieri letti da lui, nonprorompesse alle volte con sentimenti espressi da altri comese fossero suoi. Qual bisogno aveva Corneille di mendicarepensieri, non dirò già da’ poeti spagnuoli, ma da un certoTeofilo, poeta affatto sconosciuto agli stessi francesi? Eppurealcuni versi del Piramo di Teofilo sono manifestamente tras-portati nella Psiche del Corneille. Che Voltaire abbia volutoprofittare de’ buoni scrittori di tutte le nazioni è noto ancora’ suoi partigiani, che non gli daranno per ciò la taccia diplagiario : ma qual uopo costringeva il Voltaire a prendere isentimenti d’un cotale Ryer^ e dallo Scevola di questo me-schino poeta trasferirgli al suo Pdipol Sicché non vedo qua-le argomento ricavar vogliano il Sarmiento ed il Sanchez dal