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Tomo primo
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March, non potremo noi dire, che il Petrarca prendesse dalGiordi alcuni pensieri, od alcuni versi, dove - appunto com-pilate fossero le poesie del March? La scarsezza di notizie,che abbiamo degli antichi poeti spagnuoli, mi dà qualche di-ritto di avanzare con troppo deboli fondamenti questa con-gettura, e di pregare gli eruditi spagnuoli a fare le ricercheopportune per verificarla.

Al nostro intento basta soltanto sapere, che il Petrarca si Linguaformò nella volgare poesia sul gusto de’ provenzali. E chi liana debitri-potrà negare fede ad una sì credibile verità? Il Petrarca visse coltut ?. a ’P ro -in mezzo a’ provenzali, indirizzò i suoi amori ed i suoi ver-si ad una, che vuoisi abbia poetato provenzalmente ; e nongli.si sarà attaccato il gusto della nazione, con cui vivea? efanatico adoratore com’egli era di Laura, non avrà seguito ilgenio e l’indole della poesia coltivata dalla sua bella ? Bastaconfrontare un poco le poesie del Petrarca con quelle de’ la-tini e de’ provenzali per vedere patentemente, che la poesiavolgare del Petrarca si formò dalla provenzale, ed acquistòmaggior perfezione coll’imitazione della latina. Ed ecco Dan-te, il Boccaccio, il Petrarca, i tre padri della lingua e dellapoesia italiana, i tre luminarj della moderna letteratura suc-chiare il latte del gusto poetico da’ provenzali poeti, e la ita-liana poesia riconoscere a sua madre la provenzale. ,, I no-,, stri provenzali ( dice il Millot (a) ) aprirono la via agl’ita-„ liani, e lor fornirono modelli da imitare, e [stromenti da„ eseguire. Ma il destino di questi era di servire eglino stes-„ si di modelli nella carriera poetica, dappoiché altri avreb-„ bono loro insegnato a fare i primi passi: e niente è più„ glorioso a’ trovatori che l’aver avuti tali discepoli, che

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fa) Disc. prel.

Tomo /.