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chè seco non le condussero i greci dopo la presa di Costan-tinopoli rifugiandosi nell’Italia.
coltura Da quanto negli antecedenti capi si è detto potrebbe talu-
della Spagna. * ® r r
no argomentare, che dalle occidentali parti dell’Europa, nonche dalla Grecia, debba prendersi la sorgente della modernaletteratura. Infatti un Lupito traduttore di opere astronomi-che , un Giuseppe autore dì libri aritmetici, e un Aitone mae-stro di matematiche fanno vedere, che queste discipline sco-nosciute nel secolo decimo a tutta l’Europa , erano fin d’al-lora coltivate con ardore nella Spagna. Noi abbiamo di so-pra veduto come il gusto della volgare poesia, e la vaghez-za di coltivare la lingua nativa siasi dalla Spagna comunica-ta alla Francia, e quindi propagatasi a tutta l’Europa. Nèestinta era affatto in quelle contrade la latina poesia, poichénel secolo xil si sentiva cantare per la bocca di Aulo Halicon un’armonia assai superiore a quanto sentivasi nelle altre.Venendo poi al secolo xiil, parve, che volesse allora vera-mente spuntare nella Spagna l’aurora delle lettere, che poi alseguente secolo rimenò il lieto giorno nell’Italia. Impercioc-ché molti si videro uomini grandi in quella nazione, che tut-to l’impegno prendevano per coltivare le lettere. Il re Alfon-so X promosse tutte le scienze, ed applicò le sue cure aglistudj non sol de’ suoi sudditi, ma degli stranieri eziandio, adillustrare la poesia , la storia , la giurisprudenza, e le matema-tiche, singolarmente l’astronomia. Il celebre Rodrigo Xime-nez arcivescovo di Toledo fu un portento di erudizione alprincipio di quel secolo ancora rozzo ed incolto. Quanto stu-pore non recò a tutta l’Europa congregata nel quarto conciliolateranese il sentirlo con scelta dottrina e con singolare elo-quenza parlare in assai colto latino alia dotta assemblea, epoi discendendo ad esporre la sua orazione a’ romani, a’ frati-