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chi, a’ teutonici, agl’inglesi, a’ navarri, a’ castigliani, a cia-scuna nazione nella propria lingua spiegarla? Io non propor-rò ad esemplare lo stile delle sue storie; ma spero bene, chechiunque si prenda la pena di confrontare gli storici scritti diquel secolo non avrà difficoltà di dare la palma sopra tuttigli altri a quelli di Rodrigo. Luca di Tuy fu un altro stori-co di quell’età ; ed esso pure si studiò di scrivere ìngenio , sti-loque non ineleganti , come di lui dice il dotto Mariana. Maquantunque questi ed alcuni altri letterati illustrassero in quelsecolo la Spagna, non si può però dire, che già allor vi sifosse introdotto il buongusto, e che siasi di là sparso nel re-sto dell’Europa. Gli storici latini, benché men rozzi de’ lorocoetanei, erano ancora poco colti per poter coll’esempio ecci-tare l’ardore degli studiosi. Le fatiche del re Alfonso riguar-danti l’astronomia ebbero assai felice successo per regolare al-cuni europei nella contemplazione delle stelle ; ma non val-sero ad eccitare quello spirito di curiosità, che fa abbracciarecon calore le attente speculazioni della natura. Il suo codicedi leggi, avvegnaché al buon governo de’ suoi stati giovas-se , non però ebbe alcuna influenza sopra la ristorazione del-la giurisprudenza. Le sue opere storiche e poetiche restanosepolte nell’oscurità, ed appena son conosciute dagli eruditinazionali.
Più tardi entrò l’Inghilterra nel campo de’ buoni studj ; coitunma vi fece in breve più gloriosi progressi. Non è un porten-terra . Inshl1to il vedere nel principio del secolo xnl due scrittori latinidella tempra di Giovanni Iscan, principe de’ poeti di quellaetà, e d’Alessandro Neckam, stupore e maraviglia non solodell’Inghilterra, ma eziandio, come dice il Leland, del mon-do tutto? I versi d’amendue questi poeti spirano una tal ele-ganza , ch’io non temerei d’agguagliarli non sol a que’ del