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re versi latini ; ma la buona sorte dell’inglese poesia l’eccitòa rivolgersi a coltivare il patrio idioma, ed a scrivere molteopere in verso ed in prosa, che diedero qualche onore e po-litezza alla lingua de’ britanni. Ma chi più alto fece sonarel’inglese poesia fu il celebre Galfrido Chaucer, di cui abbia-mo alle stampe un grosso tomo di versi, più eleganti e poli-ti che non portava il suo secolo, e che trova leggitori an-cora nel nostro. Grandi erano in verità i pregj letterarj, chequesti illustri inglesi recarono alla patria; ma nessuno vi futanto benemerito della loro letteratura, quanto il cancelliereRicardo Angravilla, più conosciuto sotto il nome di RicardoBury, coltivatore felice delle lettere, ed egregio protettore de’letterati. Era egli amico del Petrarca, ed ebbe l’onore di es-sere da lui consultato sopra un punto all’antica geografia spet-tante . La prima pubblica biblioteca, ch’io sappia essersi erettane’ tempi moderni, fu eretta da lui in Oxford (a ). Le primegrammatiche greca ed ebraica, chejsiensi date alla luce, furo-no per ordin suo composte ; e non fu mezzo alcuno, ch’einon adoperasse per metter in fiore i buoni studj in tutta lanazione (b ). Il Leland (c) raccontando la sua passione perl’acquisto di libri dice, che trovandosi nell’alto posto di can-celliere non vi fu mai verso, ch’egli volesse accettare nè ca-valli , nè vesti, nè danari, nè gemme, nè verun altro dono;ma bensì de’ libri ne riceveva quanti averne potesse. Eglistesso nel suo Philobiblion (a?) ci dà notizia delle molte spesee delle immense fatiche, che gli fu d’uopo affrontare peracquistare de’ libri ; e dice (e ), che da un estatico amore diessi era sì fortemente rapito, che ogni altra cosa di questo
(a) Comm. de scr. brit.(c) Cap. vili.
(b) Ibid. cap. x .
(d) Philobibl. cap. xix .
(e) Praef.