Seco-lo decimose-sto falsamen-te detto Se-colo di Leo-ne »
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gì della letteratura di quel tempo, e le lodi grandi profuseda’ letterati a quell’epoca fortunata non bastano a chiuderela bocca a’ filosofi de’ nostri dì, perchè non pongano a vileil sapere degli uomini che allor fiorirono, e non chiaminocon disprezzo quel secolo il secolo parolajo. Voglion chetutto lo studio all’erudizione ed alla coltura delle lingue siriferisse con fatica della memoria, senza che parte alcuna neavesse la ragione, nè eccitato fosse l’intelletto alla ricercadella verità e delle nobili teorie; che non giustezza di pen-sare fosse d’aspettarsi a que’ tempi, non sodezza di ragiona-menti , non critica, non filosofìa ; e che insomma la menteumana si tenesse ancora in catene senza ardire di mettersi inuso della sua libertà. Noi dunque per formare una giustaidea della letteratura di quel secolo ci preinderem ora ad esa-minare senza parzialità quale e quanto si debba riputare inrealtà il suo merito.
Ma prima di entrare in questa materia non posso trala-sciare un’osservazione, che spesse volte mi nasce in mente alparlare di questo secolo. Sento comunemente darglisi il no-me di Secolo di Leon X , e non vedo perchè gl’italiani vo-gliano acconsentire ad una appellazione . che sembra ristrin-gere alla corte di quel pontefice la gloria della letteratura ,ch’era comune a tutta l’Italia . Io non intendo di scemareuna menoma particella della lode, che suol darsi a Leone delpromuovere ch’ei fece le lettere; ma osservo soltanto, che conuguale diritto potrebbono pretendere tale onore la maggiorparte de’ principi d’Italia di que’ tempi, senzachè particolariragioni si presentino di conferire a Leone sopra tutti gli al-tri il glorioso primato. Infatti Leone sebbene ebbe il meritodi promuovere la letteratura, e di onorare, ed ajutare i lette-rati , non andò però esente d’ogni taccia nella stessa sua prò-