Band 
Tomo primo
Seite
385
JPEG-Download
 

3SS

riamente alla poesia quanto debba considerarsi obbligata allacorte degli Estensi, onde le vennero sì preziosi ornamenti.

Non pretendo con questo nè di levare a Leone la corona diaugusto protettore delle lettere, che con tanta gloria gii sie-de in fronte, nè di accordare agli Estensi quest’onore conisclusione degli altri principi; ma voglio bensì, che col darsial secolo decimosesto il nome di Secolo di Leone non si ri-

stringa la sua gloria letteraria a troppo angusti confini, nèse ne formi un’idea meno vantaggiosa, che a’ suoi meriti nonsi conviene.

Ma entriamo ormai a disaminare quali realmente sieno p oes f a

.... . i , • t latina e vol-

questi meriti, tanto da alcuni decantati, e da altri tanto de - gare del se-colo decimo-

pressi, e vediamo partitamele \quai vantaggi abbiano das est0 *quel secolo ricevuti le belle lettere e le scienze, e quai pre-gi all’incontro sieno alla sua gloria mancati. ÀI nominare laletteratura del secolo decimosesto presentasi tosto la poesia,la quale infatti sembra, che il principale diletto facesse de’letterati di quell’età, e che ora formi il più chiaro ornamen-to delle loro fatiche. Coltivavasi allora la poesia non solo

nelle lingue volgari, ma nella latina ancora, ed eziandio nel-la greca. Ma le poesie greche, che molti eruditi si dilettava-no di comporre, or non più servono che di saggi del profittoda essi fatto nell’intelligenza e nel maneggio di quella lin-gua . Onde lasciata questa da parte entriamo a vedere ilmerito degli scrittori di quel secolo nella latina e nella vol-gare. Lo studio della latinità era generale a quel tempo intutta la colta Europa, ed ogni ’ incivilita nazione faceva lo-devoli sforzi per acquistare la latina poesia. Ma de’ moltifrancesi amatori di tale lode altri non la ottenne che il Mu-reto, e questi ancora non l’ebbe molto gloriosa. Al principiodi questo secolo l’erudito Emanuelle Marti produsse alla pub-

Tomo I.

c c c