l’Italia e la Spagna riconoscono in esso il loro secolo d’oro .Quindi se lo studio dell’eleganza latina potea dirsi generalea tutte le nazioni incivilite, la coltura della volgare favel-la doveva considerarsi soltanto ristretta all’Italia, ed allaSpagna (*).
Eloquenza Ma uomini veramente eloquenti nell’una e nell’altra lin-gua quanti se ne potranno contare in un sì smisurato nume-ro di scrittori. Noi abbiamo di que’ tempi scritti latini d’o-gni maniera, orazioni, epistole, dialoghi, storie, ma appenaè che troviate in qualche genere uno scrittore, che tutti pos-sieda i numeri della romana eloquenza. Il francese Mureto,gli spagnuoli Perpiniano e Garzia, gl’italiani Sigonio e Ric-ci, e parecchi di queste e d’altre nazioni hanno lasciate a’posteri orazioni latine, che alle occasioni di pubblici arringhi,o per le circostanze de’ loro impieghi aveano recitate. Pu-re di tante migliaja di pezzi oratorj altri non leggonsi pre-sentemente che alcuni pochi del Mureto, e del Perpiniano;nè orazioni dire si possono veramente eloquenti, se non quel-le del Perpiniano, e di esse ancora ben poche. Nè maggioreè la copia di purgate epistole, che abbiano acquistato il nito-re romano; e toltone quelle del Manuzio, e di qualch’altro,che resta in tante latine lettere di quel tempo, che sia all’e-rudizione ed al buongusto degli scrittori conveniente? Fragli storici latini negarsi non può la palma al Maffei, checon tanta finezza ed eleganza scrisse molte storie : ma se ilMariana al vigore ed alla forza di scrivere avesse unita più
C) Sono posteriormente sortiti i tomi ni e tv della il parte del Saggio ec.del signor abate Lampillas. In questi il celebre autore con molta critica ederudizione fa vedere, che gli spagnuoli con ugual ragione che gl’italiani pos-sono vantare per secol d’oro il secolo decimosesto : ad essi potrà ricorrere chidesideri maggiori notizie su questo punto .