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filosofici de’ nostri dì. Lo spirito filosofico entrando altresì aregnare nella giurisprudenza fece tacere il cicaleccio legale je lasciate da banda le inutili sottigliezze de’ legulei risposesul trono la maestà delle leggi romane. Perfino nel santuariodella teologia penetrò allora il nascente spirito filosofico , edadditò a’ professori di quella divina scienza i luoghi teologi-ci, e ì veri fonti, a cui dovessero attingere. Laonde sembra ,che a torto vogliano lamentarsi i filosofi d’un secolo, il qualetanto propagò i confini dell’impero filosofico, e gli diede ildominio sopra tutte le classi della letteratura.
Ma vediamo piu distintamente quanti progressi facesseroMatematiche.le scienze animate dall’erudizione, e dallo spirito filosoficodel secolo decimosesto. E cominciando dalle matematiche, chesono le favorite de’ genj pensatori, solo le molte e dotte tra-duzioni de’ greci matematici fatte dal Maurolico, dal Com-mandino, dal Clavio, e da molti altri, non meno che dellalingua intendenti della materia, giovarono assai all’avanza-mento di quella facoltà. „ Bisognava ( dice il Montucla (a) )
„ cominciar a fare in qualche modo l’inventario delle cogni-„ zioni, che si avevano dagli antichi, e rendersele familiari„ avanti di pensare ad acquistarne delle nuove Non peròmancarono intanto alcuni genj inventori, che di nuove edimportantissime scoperte arricchirono le matematiche. Nontroveremo in quel secolo Newtoni, Leibnizi, e Bernoulli j mavi vedremo bensì distesi di gran lunga coll’opera di Tartaglia,di Cardano, di Bombelli, e di più altri i confini dell’alge-bra, troppo fin allora ristrettile vi ammireremo un Vieta, al-le cui speculazioni analìtiche son per dire che non meno devel’algebra che al calcolo differenziale ; v’incontreremo un Co-