Band 
Tomo primo
Seite
405
JPEG-Download
 

40 J

tano varie or d’alcuni sacri libri soltanto, or di tutti. Il nu-mero delle traduzioni latine fatte dall’ebraico originale, o dal*le greche versioni crebbe a tal segno, che d’uopo fu metterequalche riparo alle smisurate voglie di tradurre i sacri libri ;ciò che pur prova quanto allor fosse in voga lo studio dellascrittura. Frutti di questo furono i molti ed eccellenti comen-tarj, che abbiamo di que’ tempi. Dove si sono vedute sì illu-strate le sacre lettere, come nelle opere del Ribera, del Pine*

*•

da, del Pererio, dei Yillalpando, del Maldonato, del Maria-na, del Sà, e di tant’altri dotti scrittori, che lo studio dellelingue, e l’erudizione dei secolo decimosesto ad uso della di-vina scrittura convertirono? Lutero, Calvino, e il numerosostuolo di eresiarchi allora sortiti ad affliggere la chiesa voleva-no fondare i loro errori nelle parole della scrittura, e la san-ta bibbia era il libro, che da tutti comunemente volgevasi,altra regola non ammettendo della loro credenza che il sacrotesto a capriccio spiegato secondo il privato spirito del leggi-tore. I cattolici però più prudenti guardavano, è vero, ledivine scritture come i veri fonti, onde attingere tutti i dog-mi della fede ortodossa; ma modestamente diffidando, comeragion vuole, de’ proprj lumi, negli scritti degii antichi pa-dri, nelle decisioni de’ pontefici e de’ concilj cercavano lasincera intelligenza de’ divini oracoli, i quali non sempre par-lano con tale chiarezza, che possano essere intesi da .tutti nellegittimo lor senso. Quindi le edizioni, e le traduzioni de’padri greci e latini, che per lo spirito di erudizione si eranogicà cominciate, a maggior intelligenza de’ sacri dogmi, e adifesa della religione grandemente -si accrebbero. Quindi lecollezioni de’ concilj, d’epistole pontificie, e d’ogni sorta d’ec-clesiastici monumenti, che servissero a rischiarare i punti del-ia fede e della disciplina chiamati in controversia.