Teologia.
Storia eclesiastica.
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Col promuovere questi studj chiara cosa è, che nascere do-veva una giusta e soda teologia, la quale non alle scolasti-che sottigliezze, su cui fin allora erasi avvolta, ma sibbenealla scrittura ed alla tradizione s’appoggiasse. Infatti sorseallora il Vittoria a purgare la teologia delle inutili specula-zioni, dicendosi di lui, ch’era stato il primo a chiamare dalcielo la teologia, come diceva Tullio, benché in senso diver-so, aver fatto Socrate colla filosofia. Ma comechè moltodebba per questo titolo al Vittoria la teologia, sono non per-tanto di gran lunga maggiori i meriti del di lui discepoloMelchior Cano, il quale col dotto e filosofico libro de’ Luo-ghi teologici appianò la via a quanti volessero entrare in quell’ampio campo col conveniente decoro. Dietro a sì nobile esicura guida il Soto, il Valenza, il Maldonato, il Suarez, ilVasquez, ed infiniti altri teologi si rivolsero alle scritture eda’ padri, e bevvero ne’ puri e sinceri fonti le teologiche di-scipline. Ma perchè rammentare altri teologi, quando a lodedel fino gusto di quel secolo, e ad ornamento della teologiabasta la grand’opera delle controversie del non mai abbastan-za encomiato Bellarmino? Io non entrerò a disputare, comefa il Muratori (a ), se sia o no possibile un’opera più perfettadi quella del Bellarmino; ma dirò bene, che di quante sonoposteriormente sortite in tempi più illuminati, nessuna, a miogiudizio, ha uguagliati, non che superati i suoi pregi .
Dagli studj teologici non può andare disgiunta la storiaecclesiastica : e questa infatti si è veduta soggiacere alle me-desime vicende, a cui è stata sottoposta la teologia . Dopo ilquinto e sesto secolo della chiesa raffreddandosi il fervore de’buoni studj ecclesiastici cominciò a mancare la critica nella
(a) Rifi. sul buongusto.