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CAPITOLO XIV.
DELLA LETTERATURA DEL SECOLO DECIMO-SITTIMO .
A
Prospetto ili sentire soltanto nominare il seicento tutto s’altera il san-
della lettera-
coi?de e cimo'.S ue ’ e nasce sut, ho a molti l’idea del depravato gusto, dell’settimo. ignoranza, della barbarie ; e tanto è disprezzato e tenuto avile quel secolo, che quasi vorrebbesi cancellato da’ fasti del-la letteratura . Eppure per poco che si rifletta a’ vantaggi, chel’eloquenza, il teatro, e tutte le gravi scienze ritrassero dalsecolo decimosettimo, come gli si potrà negare la lode di es-sere stato sommamente proficuo alla buona letteratura? AlVedersi schierati innanzi il Galileo, il Verulamio, il Cartesio,il Newton, il Leibnitz, il Maipighi, il Tournefort, il Sirmon-do, il Petavio, il Mabillon, il Wossio, il Bourdaloue, il Bos-suet, il Fenelon, il Corneille, il Racine , ed altri infiniti , icui soli nomi troppe pagine occuperebbono, bisogna pur con-fessare, che quello fu il secolo veramente d’oro per le lettere ,quello fu il tempo caro alle Muse, ch’esse scelsero per farela più nobile loro comparsa nell’Europa . Se poi volgeremolo sguardo a’ telescopj, a’ microscopi , a’ barometri, a’ ter-mometri , alla macchina elettrica , ed alla pneumatica , e atante invenzioni estremamente giovevoli alle scienze, se a’logaritmi, al calcolo differenziale, ed alle molte ed utilissimescoperte fisiche e matematiche, se a’ progressi nelle scienzee nelle belle lettere fatti allora dallo spirito umano, se allagran rivoluzione avvenuta nella maniera di scrivere e dipensare, e in tutta quanta la letteratura, lungi dal biasima-re il secolo decimosettimo lo ricolmeremo de’ più sovranielogj, nè ricusare potremo di confessare col Voltaire ( a ), che
(a) Dei beaux arts en Eur. da terns de Louis XIV .