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gli uomini nel passato secolo hanno acquistati più lumi daun capo all’altro dell’Europa, che ottenuti non avevano intutte le età precedenti .
So che il riputare infelice quel secolo , e chiamarlo secolo coltura deli’
Italia nelfse-
della decadenza e della barbarie è più comune tra gl’italiani col ° decim0 ‘che presso le altre nazioni, e che l’alto grado di perfezione, acui si credevano giunte le lettere nel secolo antecedente, sem-brava dar loro qualche diritto a tali lamenti. Ma oltredichègiusta cosa non è voler formare l’idea dallo stato della lette-ratura ristringendo il pensiero a un angolo dell’Europa, senzagettare lo sguardo alla vasta estensione di tante colte provin-cie , non vedo perchè gl’italiani disprezzino un secolo , in cuile scienze presero appo di loro sì alto volo, e le belle letterenon furono affatto prive di nuovi ornamenti. Con più ragioneil Targioni (a) vuol far vedere nel secolo decimosettimo sot-to i regni de gran-duchi Cosimo II e Ferdinando II un secoloveramente d’oro per la Toscana, e generalmente per TItalia.
Hanno forse recato più onore all’italiana letteratura l’Ariosto?ed il Tasso che il Galileo ed il Torricelli? E perchè vorràdarsi la palma all’epoca del Badoaro , e del Casa sopra quel-la del Segneri, che può forse credersi l’unico, ed è certa-mente il primo oratore, che la moderna Italia abbia dato al-la luce ? E come antiporsi la storia de’ Macchiavelli e de’Guicciardini a quella de’ Davila e de’ Bentivogli ? Nè ioacconsentirò mai , che, ancor lasciando in disparte le materietrattate , e solamente avendo riguardo all’eleganza , alla pre-cisione, alla giustezza, insomma al buon gusto di scrivere,si dia la preferenza alle arcadie, agli asolanì, e ad altrettalicomponimenti, del secolo decimosesto sopra il saggiatore, e
(a) Not. dell’aggr. delle Scien. fis. ec. Pref.