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Tomo primo
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Agostini, glrErasmi, gli Agricoli, i Me lantani, gli Stefani, iMureti, i Lambini, e da per tutto si sentivano risonare nomisì gloriosi al buongusto dell’amena letteratura 5 ciò non per-tanto riguardo alla coltura della volgare eloquenza di tuttequeste nazioni l’Inghilterra è la prima dopo la Spagna chevanti autori, i quali si leggono presentemente, e si prendanoa maestri dagli scrittori de’ nostri dì. Fino dagli ultimi an-ni del secolo decimosesto si sentivano già con lode Spencer,Fairfax, Fletcher, Jonhson, Shakespear, ed alcuni poeti escrittori di prose volgari. Io però non voglio ancora metterein gran conto l’inglese letteratura di tutti que’ tempi, che ilsecolo decimosettimo precederono, sembrandomi giusto in talimaterie camminare su Forme degli scrittori della medesimanazione, che sono riputati critici più giudiziosi. Il Drydennella dedica della tragedia Troilus s and Cressida (a) asseriscei versi del Chaucer composti in una lingua talmente antiqua-ta , che non più li crede intelligibili senza l’ajuto d’un anticovocabolario, e dice, che ancor alla fine del secolo decimo-sesto si adoperava uno stile nella poesia, che appena poc’an-ni dopo intendersi poteva dagli stessi poeti.* e che nelle pri-me composizioni del Shakespear scorretta era la frase, srego-lata la dicitura, oscura ed affettata Fespressione. Ma al prin-cipio del secolo susseguente pensò quel padre dell’inglese tea-tro a polire il linguaggio nelle ultime sue fatiche , e levarealquanto di quella ruggine , di cui troppo erano imbrattate leprime. L’Hume nella Storia della casa di Stuard parlandodelia congiura di Edmondo A^aìler (6) dice, che a questopoeta dèe l’inglese versificazione i primi suoi raffinamenti. Leguerre civili e le domestiche dissensioni, che per tutto quel

(b) Tomo 11I •

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(a) The drum. fTorks voi. thè fisth.

Tomo I.

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