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secolo turbarono l’Inghilterra, diedero campo a’ politici, eagli oratori di spiegare la loro eloquenza; e le dibattute ses-sioni parlamentarie, dove trattavansi morti, esilj, esclusioni,e richiami dei principi e de’ monarchi, dove tutta sconvol-gevasi la macchina della costituzione e del governo britanni-co, erano degno teatro d’occupare i Tulli, i Demosteni, edovevano infondere negli oratori forza e vigore, quale nonsi era pria sentito. Ma sfortunatamente il fanatismo e Dipo—crisia alìor dominanti nella nazione, che a sì estremi disordi-ni precipitarono quell’infelice regno, cagionarono anche ildanno d’impedire i progressi, che dalle stesse vicende avreb-bono dovuto venire all’inglese eloquenza. Il partito de* santi ,i puritani, i presbiteriani, e quasi tutti quanti avevano parten'e’ pubblici affari; un gergo adoperavano di parole divote , dimistiche espressioni e di frasi scritturali, che ridicole ed inin-telligibili rendevano le loro arringhe, e la lingua ed elo-quenza nazionale miseramente guastavano. Dal ritorno diCarlo II sul trono prende l’epoca il Dry de n del ripolimentodella lingua, e più progressi crede esservisi fatti in alcuni po-chi anni del suo regno, che dal tempo della conquista .finoa quel giorno felice. L’unione co’ fanatici, l’amore delle teo-logiche controversie, e lo spirito polemico nocquero non po-co al sublime genio dei Milton, e impressero nel suo piùcelebrato poema assai vestigj dell’entusiasmo, che nelle furio-se sue dispute avevaio agitato ; e il linguaggio duro ed oscu-ro, le frasi aspre ed astruse, che vi si trovano spesso, mol-to detraggono dal merito di quel per altro sublime, grande,ed immaginoso poeta . Cowley , Denharo, e varj altri scrit-tori fiorirono a quel tempo ; ma nel Dryden principalmentevuole il Voltaire , che riponga il suo onore l’inglese letteratu-ra. Non è questo l’unico sentimento di quel grand’uomo, che